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Ucraina, Putin vuole conquistare tutto il Donbass entro un mese

Lo Zar vuole prima la provincia di Lugansk e dopo quella di Donetsk. Ma deve fare i conti con la resistenza di Kiev. E soprattutto con le nuove armi pesanti in arrivo dagli Stati Uniti. Forse proprio per questo vuole accelerare l'operazione.

Ucraina, Putin vuole conquistare tutto il Donbass entro un mese

globalist

31 Maggio 2022 - 20.04


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Mentre l’Unione Europea esulta per la compattezza dimostrata in occasione del voto di ieri sera, con il quale è stato sostanzialmente deciso l’embargo del petrolio russo, Kiev sminuisce la portata del sesto pacchetto di sanzioni. Ma andiamo con ordine. L’accordo sancito in queste ore prevede «un piano per ridurre il 90% delle importazioni» da Mosca entro la fine dell’anno, ha precisato l’alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell.

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«Le uniche eccezioni valgono per i Paesi senza sbocchi sul mare e penso siano ragionevoli», ha aggiunto. «Noi siamo i più importanti clienti, ora devono cercarne altri e avranno meno risorse finanziarie per continuare la guerra». Il blocco, per adesso, non riguarda l’oleodotto che passa via terra per Ungheria e Polonia ma lo stop potrebbe essere esteso entro il 2022 ad ogni fornitura in arrivo da Mosca. Se l’Unione Europea è soddisfatta, però, l’Ucraina lo è molto meno. 

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«Troppo lento ed in ritardo», ha osservato Igor Zhovkva, vice capo di gabinetto del presidente Zelensky, secondo il quale il sesto pacchetto di sanzioni «non è abbastanza. Non sono sufficienti», ha ribadito, e «non siamo assolutamente soddisfatti». Kiev stronca quindi la decisione compatta dei partner europei ma considerando le difficoltà nel mettere d’accordo tutti i Paesi dell’Ue, il blocco del petrolio, anche se parziale, a Occidente viene visto come un risultato importante. Nel frattempo rimane preoccupante il blocco delle navi ed aumenta ulteriormente il rischio di una crisi alimentare globale. I silos ucraini rimangono pieni di grano e per sbloccare l’impasse è necessario – secondo i russi – che «il governo di Kiev smini le sue acque territoriali». A dirlo è stato oggi il ministro degli Esteri Lavrov. Se l’Ucraina è pronta ad agire in questa direzione, la Marina del Cremlino «garantirà il passaggio senza ostacoli delle navi con grano nel Mediterraneo», ha assicurato il rappresentante del governo Putin. Sull’altro fronte, invece, Zelensky si è detto favorevole all’incontro proposto ieri dal collega Erdogan.

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Il leader turco vorrebbe ospitare a Istanbul i presidenti di Russia e Ucraina assieme all’Onu per iniziare un negoziato serio e fermare l’escalation ma mentre Kiev ha ribadito nuovamente il proprio assenso, Mosca continua a tacere. I pensieri di Zelensky, in ogni caso, non sono rivolti solo al fronte diplomatico. È notizia di oggi, infatti, la costruzione della prima linea di difesa della Capitale per fronteggiare ed ostacolare un eventuale secondo tentativo di invasione da nord. I vertici ucraini hanno smentito, negli ultimi giorni, le indiscrezioni secondo le quali il Cremlino starebbe autorizzando un nuovo attacco su Kiev ma monitorano la situazione e preparano comunque la difesa territoriale. Infine, le notizie dal fronte: a Severodonetsk si combatte ormai casa per casa. Putin, secondo autorevoli fonti dell’intelligence ucraina, vorrebbe conquistare tutto il Donbass entro un mese: prima la provincia di Lugansk e dopo quella di Donetsk. Ma deve fare i conti con la resistenza di Kiev. E soprattutto con le nuove armi pesanti in arrivo dagli Stati Uniti. Forse proprio per questo vuole accelerare l’operazione.

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