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Ucraina, la denuncia all'Onu: "La Russia ha rapito almeno 230mila bambini"

Quasi 220.000 persone hanno perso la casa, ha proseguito, e milioni di cittadini ucraini sono stati costretti a fuggire dalle aree occupate o colpite dalla guerra. Gli sfollati interni sono 8 milioni, mentre 6,5 milioni hanno lasciato l'Ucraina.

Ucraina, la denuncia all'Onu: "La Russia ha rapito almeno 230mila bambini"

globalist

26 Maggio 2022 - 11.10


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Serhii Dvornyk, consigliere presso la missione permanente dell’Ucraina all’Onu durante un dibattito aperto del Consiglio di sicurezza Onu dedicato alla protezione dei civili nei conflitti armati, ha lanciato una durissima accusa verso la Russia. 

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Le forze russe avrebbero infatti rapito almeno 230mila bambini ucraini, «un crimine mirato a distruggere la nazione ucraina privandola delle sue giovani generazioni, che è una manifestazione moderna di colonialismo». 

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Nel suo intervento Dvornyk ha ricordato che decine di migliaia di civili hanno perso la vita e molti altri sono rimasti feriti dai colpi dell’artiglieria russa e negli attacchi missilistici contro le città ucraine.

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Quasi 220.000 persone hanno perso la casa, ha proseguito, e milioni di cittadini ucraini sono stati costretti a fuggire dalle aree occupate o colpite dalla guerra. Attualmente, gli sfollati interni sono 8 milioni, mentre 6,5 milioni hanno lasciato l’Ucraina come rifugiati.

“Non abbiamo dubbi sul fatto che nelle strategie di guerra russe questa crisi dei rifugiati sia considerata come uno degli esiti positivi. Oltre alla crisi alimentare”.

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La Russia attacca deliberatamente i civili ucraini nell’ambito della sua strategia di guerra in stile nazista, ha commentato. “Uccisioni, torture e detenzioni illegali, deportazioni forzate, privazione dei diritti di proprietà, allarmanti violazioni dei diritti umani nei territori occupati, attacchi contro le infrastrutture civili in tutta l’Ucraina, esproprio di grano agli agricoltori locali: questo non è un elenco completo dei crimini russi contro i civili in Ucraina”, ha proseguito.

Ma Dvornyk ha posto soprattutto l’accento sulla questione dei bambini: “Il rapimento di almeno 230mila bambini ucraini, tra gli 1,4 milioni di cittadini ucraini deportati con la forza in Russia, è un crimine volto a distruggere la nazione ucraina privandola delle giovani generazioni, che è una moderna manifestazione del colonialismo”, ha concluso.

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