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Allarme Unhcr: trafficanti di esseri umani insidiano i rifugiati ucraini

A lanciare l’allarme, in una dichiarazione ufficiale, è Gillian Triggs, Assistente Alto Commissario Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati,  per la Protezione.

Allarme Unhcr: trafficanti di esseri umani insidiano i rifugiati ucraini
Rifugiati ucraini

Umberto De Giovannangeli

13 Aprile 2022 - 19.00


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Costretti a fuggire da città e villaggi bombardati giorni e notti. Trasformati in una moltitudine di disperati alla mercé di organizzazioni criminali. Un nuovo girone dell’inferno ucraino.

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Tratta di esseri umani

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A lanciare l’allarme, in una dichiarazione ufficiale, è Gillian Triggs, Assistente Alto Commissario Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati,  per la Protezione.
“La crisi di rifugiati dall’Ucraina – afferma Triggs – riguarda innanzitutto le esigenze di protezione di donne e minori che costituiscono il 90 per cento di tutte le persone in fuga oltre confine.
Sappiamo che quando vi sono conflitti ed esodi il rischio di divenire oggetto di violenza di genere, tratta, abusi, traumi psicologici e separazione familiare aumenta, e in questo caso, considerati il profilo di genere di questo flusso di rifugiati e il fatto che molti bambini in fuga non sono accompagnati, sottolineamo che tali rischi risultano ora moltiplicati.
Come spesso avviene nelle emergenze, e a causa dell’invisibilità che caratterizza la tratta di esseri umani, verificare i dati è difficile ed è impossibile fornire una stima del numero di donne e minori rifugiati ucraini caduti nelle reti dei trafficanti.
Ad oggi, fortunatamente, il numero di casi noti è molto basso.

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Ma l’allerta è alta e stiamo informando i rifugiati in merito al rischio di cadere vittime di sfruttatori e reti criminali che potrebbero tentare di approfittare delle loro vulnerabilità o adescarli con promesse di trasporto gratuito, alloggio, lavoro o altre forme di assistenza.
La tratta di esseri umani, un crimine per cui una persona è ingannata, rapita o costretta in situazioni di sfruttamento affinché un’altra persona ne tragga vantaggi o profitti privati, può assumere varie forme, quali sfruttamento sessuale o violenza di genere, lavoro forzato, servitù domestica o altre pratiche simili alla schiavitù, accattonaggio o criminalità.
Le autorità nazionali stanno portando avanti attivamente i piani di contrasto alla tratta, ma è necessario fare di più per debellare il problema e mitigarne i rischi. Le organizzazioni umanitarie, compresa l’Unhcr, e altri attori, in collaborazione coi partner, stanno incrementando le capacità di supportare gli sforzi profusi a livello nazionale. È necessario che tutti i Paesi confinanti interessati assicurino immediatamente servizi di identificazione, registrazione, protezione e assistenza adeguata dei minori in fuga non accompagnati o separati dai propri familiari. Gli Stati dovrebbero trovare soluzioni nel superiore interesse di questi minori e incrementare le capacità dei sistemi nazionali di protezione volti a rispondere in modo specifico alle loro esigenze.
È inoltre necessario che siano rafforzati i sistemi di controllo volti a registrare e monitorare organizzazioni, compagnie e singoli volontari che offrono assistenza ai rifugiati. Tra questi vi sono gli autobus e i minibus che trasportano gratuitamente i rifugiati dai valichi di frontiera verso altri Paesi europei. I rifugiati devono poter viaggiare in condizioni sicure senza temere di cadere vittime di reti criminali intenzionate ad approfittare della loro disperazione. Sebbene la generosità e la solidarietà nei confronti dei rifugiati ucraini siano state fonte d’ispirazione, gli Stati hanno il dovere di prevenire che singoli approfittatori e reti criminali sfruttino a proprio vantaggio la situazione.


Esortiamo i funzionari incaricati del controllo delle frontiere e dell’applicazione della legge, nonché i servizi sociali operativi all’interno e al di fuori della regione, a rafforzare le misure anti tratta, dall’individuazione precoce e la prevenzione di attività criminali ai servizi di assistenza sul territorio per quanti sono oggetto di abusi e sfruttamento, affinché i responsabili siano prontamente assicurati alla giustizia e le vittime risarcite per i danni subiti. L’Unhcr sta lavorando in stretto coordinamento coi governi dei Paesi di accoglienza, ai quali spetta il compito di registrare i rifugiati in transito, e sta supportando le attività di identificazione dei rifugiati a rischio, rilevando i rischi di tratta tramite il monitoraggio delle esigenze di protezione, impiegando personale specializzato e formando volontari in relazione a protezione da sfruttamento e abusi, tratta e violenza di genere. Nelle prime fasi della crisi, l’Unhcr aveva lanciato inoltre la campagna di sensibilizzazione “Stay Safe” volta a informare i rifugiati ucraini in merito ai rischi esistenti e dare consigli sulle modalità da adottare a tutela della propria incolumità.

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Insieme alle autorità nazionali e ai partner, compreso l’Unicef, l’Unhcr ha lanciato un progetto che prevede l’allestimento di spazi sicuri per minori, famiglie e chiunque necessiti di assistenza specializzata all’interno dei Paesi che confinano con l’Ucraina. I “Blue Dots” (Punti blu), sono punti presso cui il personale assicura servizi di protezione, informazioni e referral. Qui, inoltre, ai rifugiati vengono fornite informazioni accurate e aggiornate che permettono loro di prendere decisioni consapevoli in relazione alla prosecuzione del viaggio e alle altre opzioni disponibili, guidandoli ai servizi di cui hanno bisogno.
In Ucraina, l’Unhcr e altri partner umanitari lavorano per assicurare la massima diffusione di messaggi di sensibilizzazione rivolti al pubblico, in particolare presso i valichi di frontiera e in località nelle quali vi sono persone sfollate. I messaggi includono anche informazioni relative alle modalità di accesso ai servizi gratuiti di assistenza telefonica anti tratta.
È necessario che le autorità nazionali, gli organi incaricati dell’applicazione della legge, le Ong, le agenzie umanitarie e i rifugiati stessi coordino gli sforzi per prevenire abusi e violazioni dei diritti di tutti i rifugiati in fuga dalla guerra in Ucraina”.

Grandi: Nessuna discriminazione sui rifugiati

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Ad affermarlo è l’Alto Commissario Onu per i Rifugiati, Filippo Grandi. “L’accoglienza calorosa e ben organizzata dei rifugiati ucraini è stata eccezionale e merita riconoscimento e gratitudine – rimarca Grandi –  Tuttavia, abbiamo segnalato la presenza di rischi per la protezione di alcune persone tra coloro che fuggono dall’Ucraina che ci preoccupano profondamente. È fondamentale che siano messe in atto misure per identificare, mitigare e rispondere rapidamente ai rischi di violenza di genere, sfruttamento, abuso e traffico di donne e ragazze. Riconosciamo anche che i minori non accompagnati e separati ed i rifugiati LGBTIQ+, più anziani o che vivono con disabilità hanno esigenze specifiche e potrebbero essere vulnerabili a maggiori rischi per la protezione. Migliaia di cittadini di paesi terzi sono fuggiti dalla guerra insieme ai cittadini ucraini, compresi alcuni che hanno bisogno di protezione internazionale o sono a rischio di apolidia. Molti hanno trovato sicurezza o sono tornati nei loro paesi d’origine; tuttavia, ci arrivano segnalazioni continue di trattamenti iniqui o discriminatori”.

Per Grandi, “anche un solo caso di razzismo o discriminazione che impedisca a chiunque di fuggire dalla violenza o di accedere all’asilo e alla sicurezza è un caso di troppo. Continueremo a lavorare con le autorità in Ucraina e nei paesi confinanti per garantire che a tutti coloro che fuggono dalla stessa violenza e dalla tragedia della guerra in Ucraina, sia offerta la medesima sicurezza e protezione. Sono grato ai paesi vicini per aver mantenuto le frontiere aperte, e accolgo con favore la decisione senza precedenti dell’Unione europea di offrire una protezione temporanea alle persone in fuga dall’Ucraina. Sono anche commosso dalla straordinaria compassione dimostrata dai soccorritori locali e dai sostenitori globali che aiutano coloro che fuggono dal conflitto, sotto forma di alloggio, trasporto, cibo e donazioni finanziarie e materiali. Questo sostegno e questa solidarietà dimostrati dagli stati e dalle persone in tutta Europa e nel mondo sono stati incredibilmente incoraggianti”.

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Per l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, “questo livello di solidarietà dovrebbe essere d’esempio per tutte le crisi di rifugiati. Anche qualora la crisi ucraina si intensificasse, non dobbiamo dimenticare gli altri milioni di bambini, donne e uomini costretti a fuggire a causa di conflitti, persecuzioni, violenze e abusi dei diritti umani. In molte altre regioni del mondo – fin troppe – la devastazione inflitta a milioni di persone innocenti non è meno reale né meno crudele.  Il diritto di chiedere e ottenere asilo è universale. Non è condizionato dal colore della pelle, dall’età, dal sesso, dal credo o dal luogo di nascita. Il rispetto dei diritti dei rifugiati non può essere soggetto a interpretazione o negoziazione”.

“Questa crisi ci metterà alla prova – conclude Grandi -. La capacità dei paesi vicini di accogliere i rifugiati è già sotto pressione. Un conflitto prolungato caratterizzato dalla brutale mancanza di rispetto del diritto umanitario internazionale che abbiamo osservato nell’ultimo mese può uccidere, terrorizzare e costringere a fuggire altri milioni di persone. L’unico modo per risolvere questa crisi è porre fine alla guerra. Tuttavia, fino a quando continuerà a crescere il numero di coloro che fuggono, sia loro che le persone che li ospitano hanno bisogno di e meritano il nostro sostegno. Sarà necessario fare di più – per gli stati, per i rifugiati, per le comunità locali – ed esorto la comunità internazionale a garantire che ciò avvenga”.
“La guerra in Ucraina ha generato enormi sofferenze, ma ha anche ispirato atti di grande coraggio, generosità e compassione. Assicurare un sostegno continuo alle sue vittime innocenti è essenziale se vogliamo evitare che questa crisi si trasformi in una catastrofe”.

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Il doppio allarme dell’Unicef

Circa 4,8 milioni dei 7,5 milioni di bambini ucraini sono stati sfollati dall’inizio della guerra. Quasi due su tre. Un milione e mezzo rischia di non avere abbastanza cibo. I raid alle infrastrutture idriche e la mancanza di energia elettrica hanno lasciato circa 1,4 milioni di persone senza accesso all’acqua. Inoltre, la chiusura delle scuole in tutta la nazione sta avendo un impatto sull’apprendimento e sul futuro di 5,7 milioni di bambini in età scolare e di 1,5 milioni di studenti che frequentano l’istruzione superiore. Lo dicono i dati Unicef.

“In sole sei settimane, quasi due terzi di tutti i bambini ucraini sono stati sfollati. Sono stati costretti a lasciarsi tutto alle spalle: le loro case, le loro scuole e spesso i loro familiari. I bambini non accompagnati sono esposti a maggiori rischi di violenza, abuso, sfruttamento e tratta. Anche le donne affrontano rischi di questo tipo”, Scrive Manuel Fontaine, Direttore Programmi dell’Unicef. “Siamo estremamente preoccupati per le sempre maggiori notizie di violenza sessuale e altre forme di violenza di genere. In Ucraina, continuiamo ad affrontare condizioni operative estremamente difficili. Abbiamo visto alcuni progressi nelle ultime settimane, i nostri team e gli aiuti sono riusciti a raggiungere Sumy, Kharkiv e Kramatorsk, fra le altre città. Ma non è abbastanza. Le ostilità in corso ci impediscono di raggiungere i più bisognosi in molte aree del Paese. Stiamo anche aiutando le autorità locali a identificare e registrare i bambini non accompagnati e separati. Stiamo fornendo alle famiglie assistenza umanitaria in denaro e sensibilizzando le persone per ridurre al minimo i rischi di ordigni esplosivi. Il responsabile Unicef si dice “particolarmente preoccupato per la diffusa presenza di residuati bellici esplosivi che espongono i bambini al rischio di morte e di lesioni orribili. L’Ucraina orientale era già uno dei tratti di terra più contaminati dalle mine al mondo anche prima della recente escalation. Questa realtà si sta rapidamente estendendo ad altre parti del Paese. Stiamo monitorando attentamente la salute, i diritti e la dignità delle donne e delle ragazze, mentre il rischio di sfruttamento e abuso cresce”. Unicef continua a ribadire “la necessità di assicurare che i bambini che sono stati separati dalle loro famiglie o che vivono in istituti siano protetti e che sia fatto ogni sforzo per ottenere il consenso di coloro che si prendono cura di loro e l’approvazione delle autorità prima che questi bambini siano evacuati o trasferiti. Chiedo a tutti coloro che hanno il potere di porre fine a questa guerra di usarlo. Le vite e il futuro di milioni di bambini sono in bilico. Ogni giorno che la guerra continua è un giorno di sofferenza in più per i bambini. I bambini dell’Ucraina non possono permettersi di aspettare”.

Così Fontaine.

“A quasi due mesi dall’inizio della guerra in Ucraina, la situazione dei bambini è sempre più grave – gli fa eco Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia –

Più della metà dei bambini ucraini sono ora sfollati all’interno del Paese o sono fuggiti nei Paesi vicini. I bambini e le bambine – aggiunge Iacomini – continuano a essere uccisi, feriti e profondamente traumatizzati dalla violenza devastante che li circonda, sono terrorizzati, sotto shock e alla disperata ricerca di sicurezza.  I bambini in tutta l’Ucraina hanno urgente bisogno di stabilità, protezione e cure. Gli attacchi con armi esplosive continuano nelle aree urbane popolate colpendo sempre di più le loro case, le scuole, gli ospedali, i sistemi idrici, le centrali elettriche e i luoghi in cui i civili cercano riparo”.   “Migliaia di bambini e bambine – prosegue – continuano a essere costretti a proteggersi nei rifugi sotterranei e nelle stazioni della metropolitana, dove le condizioni sono disastrose”. “La guerra e lo sfollamento di massa” – conclude Iacomini – “stanno danneggiando i mezzi di sussistenza delle famiglie lasciando molte persone senza un reddito sufficiente per soddisfare i loro bisogni primari e incapaci di fornire un sostegno adeguato ai propri figli”. L’Ucraina sta esaurendo le forniture essenziali, ed è per questo “sempre più urgente – sottolinea – un pacchetto di forniture e servizi per donne e bambini”.
 Un tragico bilancio

Almeno 1.892 civili sono stati uccisi, e altri 2.558 sono rimasti feriti, dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina il 24 febbraio scorso: lo hanno reso noto le Nazioni Unite, secondo quanto riporta la Cnn.   Il bilancio dei decessi include 478 uomini, 308 donne, 30 ragazze e 52 ragazzi, oltre a 71 bambini e 953 adulti il cui sesso è ancora sconosciuto, ha annunciato l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr).

Un bilancio già tragico destinato ad aumentare. Perché l’invasione russa iniziata il 24 febbraio, continua, mentre si prepara la battaglia finale in Donbass. 

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