Ecco come è andato l'incontro in Turchia tra Dmytro Kuleba e Serghei Lavrov
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Ecco come è andato l'incontro in Turchia tra Dmytro Kuleba e Serghei Lavrov

Il tentativo di dialogo tra Ucraina e Russia non ha portato grandi cambiamenti. In Turchia, l'incontro tra i due ministri degli esteri non ha sortito l'effetto sperato.

Ecco come è andato l'incontro in Turchia tra Dmytro Kuleba e Serghei Lavrov
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10 Marzo 2022 - 12.22


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Nessun sostanziale passo in avanti dopo l’incontro, durato circa un’ora e mezza, tra i ministri degli esteri ucraino e russo. Dmytro Kuleba e Serghei Lavrov si sono incontrati ad Antalya, in Turchia, insieme al capo della diplomazia di Ankara Mevlut Cavusoglu. 

“Non abbiamo fatto progressi rispetto al cessate il fuoco”, ha affermato Kuleba durante una conferenza stampa a conclusione dell’incontro, che ha definito “difficile”, e ha fatto sapere “siamo pronti per incontrarci di nuovo in questo formato se ci saranno prospettive per trovare una soluzione”. “Abbiamo avuto la conferma che non abbiamo alternative al percorso negoziale tra Russia e Ucraina apertosi in Bielorussia”, ha detto il ministro degli Esteri russo. “Questi contatti non possono esser usati per sostituire o svalutare i negoziati principali sul territorio bielorusso”. L’operazione speciale in Ucraina – ha aggiunto Lavrov – “sta andando secondo i piani”. 

“Sul cessate il fuoco di 24 ore non abbiamo fatto progressi. Sembra che ci siano altre persone che decidono su questo in Russia”, ha commentato detto il ministro degli Esteri ucraino. Anche sull’apertura dei corridoi umanitari da e per Mariupol, Kuleba ha detto che “sfortunatamente Lavrov non è stato in condizione di impegnarsi”.

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Il ministro russo ha anche parlato dell’attacco all’ospedale di maternità di Mariupol, sostenendo che l’ospedale fosse già sotto il controllo degli “estremisti ucraini” e che all’interno non vi fosse nessun paziente. Nella versione russa, l’ospedale era una base del reggimento operazioni speciali “Azov”.

Ancora una notte di guerra in Ucraina, ancora vittime civili e tra i bambini. Un nuovo bombardamento poche ore fa ha colpito un edificio residenziale vicino alla città di Kharkiv causando quattro morti, di cui due bambini. Un attacco ha colpito il villaggio di Slobozhanske, nel sud-est del paese, ferita una bambina di 5 anni, ma i soccorritori scavano tra le macerie per estrarre altri corpi.

I russi avanzano a Mariupol.  Il ministero della Difesa russo ha detto che le forze armate del Paese hanno preso il controllo di diversi quartieri di Mariupol. Lo riporta l’agenzia Interfax. “L’operazione per liberare la città di Mariupol dai nazionalisti sta continuando. Le unità della milizia popolare della Repubblica di Donetsk hanno preso il controllo dei quartieri di Azovsky, Naidenivka, Lyapyne e Vynohradar e si sono avvicinate alla fabbrica della Azovstal. Il quartiere occidentale della città è stato liberato”, ha affermato il portavoce del ministero, Igor Konashenkov. Grande impressione nel mondo ha fatto il raid che ha colpito l’ospedale pediatrico di Mariupol. Zelensky torna ad accusare la Russia di “crimine di guerra” e “la prova definitiva che è in corso il genocidio degli ucraini”. 

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Nelle immagini diffuse dalla Cnn si vedono corpi chiusi in sacchi di plastica neri ammucchiati in una fossa comune. Le foto della Associated Press mostrano uomini – alcuni in divise da lavoro, altri in tute protettive azzurre – che gettano i corpi in una fossa in sacchi di plastica neri e avvolti in lenzuola o coperte. Secondo il fotoreporter di AP, Evgeniy Maloletka, che ha scattato le immagini, “40 (corpi) sono arrivati martedì e almeno altri 30 mercoledì”. Secondo quanto riferito ieri da un consigliere del sindaco di Mariupol, almeno 1.300 civili sono stati uccisi nella città da quando è iniziata l’invasione russa. “Davvero non riusciamo a calcolare quanti morti abbiamo. Non siamo nemmeno in grado di contare quante persone sulle strade siano state uccise da bombardamenti e colpi di artiglieria”, ha detto alla Cnn il vice sindaco della città, Sergei Orlov. “Non sappiamo quanti sono perché non riusciamo a raccogliere tutti i corpi e contarli”. Di fronte al gran numero di cadaveri di soldati e civili uccisi durante gli attacchi, spiega la Cnn, i dipendenti del comune hanno scavato in un cimiero una profonda fossa lunga oltre 22 metri.

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Il Cremlino chiede spiegazioni all’esercito per il raid sull’ospedale di Mariupol. Il Cremlino ha detto che chiederà conto al suo esercito del bombardamento di un ospedale pediatrico nella città ucraina assediata di Mariupol. “Indagheremo necessariamente con i nostri soldati, perchè non abbiamo informazioni chiare su quanto accaduto”, ha indicato durante il briefing  con la stampa, il portavoce del cremlino Dmitry Peskov . Tre persone, tra cui un bambino, sono rimaste uccise nel bombardamento di un ospedale pediatrico e per la maternità a mariupol (ucraina sud-orientale), secondo il sindaco della città.  L’attacco all’ospedale ha provocato indignazione da parte delle autorità ucraine e occidentali. Mosca nega di prendere di mira le infrastrutture civili e accusa le forze ucraine di usarle come scudi umani.

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