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Gli europarlamentari denunciano i sovranisti di Varsavia: "Brutalità del governo polacco e i migranti muoiono"

Al confine polacco da settimane si ammassano sul lato bielorusso centinaia di migranti provenienti in maggioranza da Iraq, Siria, Yemen e Afghanistan, che secondo le Ong vengono respinti dalle polizie di frontiera

Gli europarlamentari denunciano i sovranisti di Varsavia: "Brutalità del governo polacco e i migranti muoiono"
Migranti al confine tra Polonia e Bielorussia

globalist

1 Dicembre 2021 - 18.29


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L’eurodeputata polacca Janina Ochojska-Okonska, del gruppo dei Popolari europei (Ppe), ha organizzato una conferenza stampa nella riserva naturale di Pokazowy Zurba – a pochi chilometri da Bialowieza – con altri europarlamentari e giornalisti locali e internazionali, annunciando che “La situazione al confine tra Polonia e Bielorussia resta congelata, così come stanno congelando i migranti nella foresta. Ecco perché abbiamo deciso di cercare di raggiungere il confine oggi: è un gesto simbolico per denunciare la nuova legge che il governo polacco ha votato ieri, e che vieta l’accesso ai media e le Ong”.

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Terminato alla mezzanotte di ieri lo stato d’emergenza, che da settembre vietava l’ingresso a Ong e media al confine, ieri il governo ha approvato un decreto con una procedura veloce che autorizza il ministero dell’Interno a prolungare a tempo indeterminato queste limitazioni “per ragioni di sicurezza”. 

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Qui da settimane si ammassano sul lato bielorusso centinaia di migranti provenienti in maggioranza da Iraq, Siria, Yemen e Afghanistan, che secondo le Ong vengono respinti dalle polizie di frontiera senza poter presentare richiesta d’asilo ne ottenere cibo, cure e assistenza, in violazione delle norme internazionali.

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Oggi il gruppo di europarlamentari cercherà di entrare nella zona di confine. Vari media in queste ore stanno già avvertendo che le autorità non rispondono alle richieste di accesso.

Ochojska-Okonska continua: “Mi ha colpito la brutalità e la leggerezza con cui il governo polacco ha delineato questa legge che mette a rischio la vita di tanti migranti oggi bloccati al confine e nei boschi. Forse non potremo cambiare questa situazione ma vogliamo esserne testimoni”.

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Le fa eco l’eurodeputata francese Fabienne Keller, di Renew Europe, che dichiara: “Il fatto che la Polonia non rispetti lo stato di diritto è una questione annosa. Ma con questo blocco alla frontiera, la situazione diventa critica, la gente muore”.

L’ungherese Katalin Cseh, del gruppo Renew Europe, aggiunge: “Questa è anche la frontiera dell’Unione europea e non è possibile fare una cosa del genere in Europa. Dobbiamo fare il possibile per rispettare gli standard europei e assistere queste persone. Ci auguriamo che il governo polacco voglia collaborare con le istituzioni europe e le agenzie come Frontex per trovare una soluzione comune, e gestire una crisi che altrimenti si ripresenterà ancora e ancora”. Cseh continua: “Voglio ricordare che la responsabilità di questa crisi è anche del presidente Lukashenko, che col sostegno del presidente Putin strumentalizza i migranti”. Secondo l’eurodeputata, i capi di Stato di Bielorussia e Russia trovano alleati anche nell’Ue “tra politici come Viktor Orban, Marine Le Pen e Matteo Salvini”, dirigenti che rappresenterebbero “una minaccia per l’Ue”. Secondo un’altra europarlamentare ungherese, Roza Thun, sempre di Renew Europe, “la crisi innescata da Minsk serve solo a coprire le violazioni dei diritti in Bielorussia, dove centinaia di persone sono state arrestate per aver criticato il governo”.

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Oggi la polizia bielorussa ha compiuto persecuzioni e arresti tra gli attivisti e giornalisti in tutto il Paese, come ha denunciato Viasna, una delle principali ong locali per i diritti umani

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