Sanzioni dell'Unione Europea verso la Bielorussia, Lukashenko: "Reagiremo"
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Sanzioni dell'Unione Europea verso la Bielorussia, Lukashenko: "Reagiremo"

Il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko ha confermato la sua intenzione di rispondere con durezza alle nuove sanzioni dell’Ue per la crisi dei migranti, osservando che il Paese non retrocederà dalle sue decisioni.

Alexander Lukashenko
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15 Novembre 2021 - 09.15


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Il ministro degli Esteri bielorusso, Vladimir Makei, in un colloquio con il capo della politica estera Ue Josep Borrell, aveva definito le sanzioni dell’Unione europea contro la Bielorussia, considerata consapevolmente responsabile della crisi dei migranti al confine con la Polonia, sono “senza speranza” e “controproducenti”.
Ora è giunto il via libera del Consiglio Ue all’estensione del regime delle sanzioni nei confronti della Bielorussia. La decisione, presa nella riunione dei ministri degli Esteri Ue, permette a Bruxelles di colpire individui ed entità che organizzano o contribuiscono ad attività del regime di Lukashenko che facilitano l’attraversamento illegale delle frontiere esterne dell’Ue.
“Il regime sanzionatorio – si legge in una nota – è stato modificato con una decisione del Consiglio e un regolamento del Consiglio, che ampliano i criteri di iscrizione su cui basare le designazioni specifiche. L’Ue potrà ora prendere di mira individui ed entità che organizzano o contribuiscono ad attività del regime di Lukashenko che facilitano l’attraversamento illegale delle frontiere esterne dell’Ue”.
“Questa decisione riflette la determinazione dell’Unione europea a resistere alla strumentalizzazione dei migranti a fini politici. Stiamo respingendo questa pratica disumana e illegale. Al tempo stesso continuiamo a sottolineare l’inaccettabile repressione in atto da parte del regime contro la propria popolazione e noi risponderemo di conseguenza”, ha detto l’Altro Rappresentante Ue per gli Affari Estyeri Josep Borrell.
Il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko ha confermato la sua intenzione di rispondere con durezza alle nuove sanzioni dell’Ue per la crisi dei migranti, osservando che il Paese non retrocederà dalle sue decisioni. Lo riporta la Tass, citando l’agenzia Belta. “Ci spaventano con le sanzioni. Ok, vediamo. Pensano che scherzi, che abbia parlato e basta. Niente del genere. Ci difenderemo. Non arretreremo”, ha detto in una riunione con il gruppo di lavoro sulla finalizzazione del progetto di Costituzione del Paese.
Lukashenko ha dichiarato che la Bielorussia non vuole un conflitto di confine, il conflitto semmai è necessario alla Polonia. “I nostri giornalisti e altri traggono conclusioni corrette, ovvero che la Polonia ha bisogno di questo conflitto al giorno d’oggi. Ci sono problemi interni più che sufficienti, problemi con l’Unione Europea”, ha detto durante un incontro con un gruppo di lavoro sul progetto di riforma costituzionale.
La Bielorussia – ha aggiunto Lukashenko – è pronta a rimandare i migranti in patria, ma loro non vogliono tornare. 
“Siamo molto preoccupati sulla situazione in Bielorussia, oggi discuteremo delle sanzioni, ma noi dobbiamo fare in modo che l’aeroporto di Minsk diventi una no fly-zone e che nessun aereo con a bordo migranti vi possa atterrare”. Lo ha detto Gabrielius Landsbergis il ministro degli esteri lituano prima di entrare al Consiglio affari esteri a Bruxelles. “Ma allo stesso tempo dovremo dare un passaggio sicuro alle persone che si trovano già in Bielorussia per poter tornare nei loro paesi – ha aggiunto – Infine dovremo discutere sul futuro del regime bielorusso”.

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