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Xi Jinping: "Taiwan è una questione interna, la riunificazione ci sarà". Ma dall'isola...

Il presidente cinese dopo le tensioni degli ultimi giorni ha sottolineato che "chiunque voglia tradire e separare il Paese sarà giudicato dalla storia e non farà una buona fine".

Xi Jinping
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globalist

9 Ottobre 2021 - 11.14


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In un ambito di superpotenza mondiale, quella di Taiwan è un problema che ogni tanto riaffiora tra Cina e Stati Uniti.

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La presenza militare americana nell’isola adiacente alla Cina, non riconosciuta dal paese di Xi Jinping, è una rogna per il presidente asiatico, così come l’assoluta indipendenza voluta dal piccolo stato che non si riconosce parte dello stato cinese e continua a lottare per non fare la fine di Hong Kong, ormai sotto un duro regime.

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Quella di Taiwan è “una questione interna alla Cina e non ammette interferenze esterne”.

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Così il presidente cinese, Xi Jinping, torna sul problema dopo le tensioni degli ultimi giorni, sottolineando che “chiunque voglia tradire e separare il Paese sarà giudicato dalla storia e non farà una buona fine”.

E, in ogni caso, “la riunificazione completa del nostro Paese ci sarà e potrà essere realizzata”.

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La soluzione della “questione di Taiwan” è determinata, secondo il presidente, “dalla tendenza generale della storia cinese, ma, cosa più importante, è la volontà comune di tutto il popolo cinese. La riunificazione nazionale con mezzi pacifici serve al meglio gli interessi della nazione cinese nel suo insieme, compresi i connazionali di Taiwan”.

Secondo Xi, “i compatrioti su entrambi i lati dello Stretto di Taiwan dovrebbero stare dalla parte giusta della storia e unire le mani per ottenere la completa riunificazione della Cina e il ringiovanimento della nazione cinese”, ma coloro che dimenticano la loro eredità, “tradiscono la loro madrepatria e cercano di dividere il paese, non faranno una buona fine”: saranno disprezzati dalla gente e condannati dalla storia.

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“Nessuno – ha messo in guardia – dovrebbe sottovalutare la determinazione, la volontà e la capacità del popolo cinese nel salvaguardare la sovranità e l’integrità territoriale”.

Ad ogni modo, ha chiarito, l’aggressività e il desiderio di egemonia “non sono nel sangue del popolo cinese: la Cina rimarrà un campione della pace mondiale e un contributore dello sviluppo globale”. E gli ultimi 110 anni, tanti ne sono passati dalla rivoluzione del 1911, “ci hanno mostrato che per realizzare il ringiovanimento nazionale il popolo cinese e la nazione devono restare uniti nei momenti buoni e cattivi e fare affidamento sulla nostra forte unità per superare tutti i rischi e le sfide sulla strada da percorrere”.

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E in questo viaggio, ha osservato Xi, “dobbiamo promuovere pienamente il patriottismo, un forte senso di dignità nazionale e la fiducia

tra il nostro popolo, rafforzando il senso di comunità della nazione cinese”. Per realizzare il ringiovanimento nazionale, “abbiamo bisogno non solo di un ambiente domestico stabile e unito, ma anche di un ambiente internazionale pacifico e stabile”: per questo “promuoveremo i valori umani condivisi di pace, sviluppo, equità, giustizia, democrazia e libertà, lavoreremo per rafforzare la solidarietà con i popoli di tutti gli altri Paesi e ci impegneremo in sforzi comuni per contrastare l’egemonia e la politica di potere”.

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La replica di Taiwan: “Del nostro futuro decidiamo noi” – Quello di decidere “il futuro e lo sviluppo” di Taiwan è un diritto unicamente dei 23 milioni di abitanti dell’isola. E’ questa la risposta del Consiglio di Taipei per gli affari con la Cina all’intervento del presidente cinese Xi Jinping sulla riunificazione. Taiwan, ha ribadito la presidente Tsai Ing-wen, “non cederà” e difenderà con forza sovranità e sicurezza nazionali sforzandosi di “mantenere pace e stabilità”.

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