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Le provocazioni di Bolsonaro: senza mascherina guida un corteo di moto a Rio

Nonostante il Brasile sia in ginocchio per la pandemia il fascista al potere manifesta ancora il suo negazionismo

Jair Bolsonaro, Presidente del Brasile, durante il corteo di motociclette a Rio de Janeiro
Jair Bolsonaro, Presidente del Brasile, durante il corteo di motociclette a Rio de Janeiro

globalist

24 Maggio 2021 - 20.20


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Sono le solite provocazioni dell’estremista di destra, Jair Bolsonaro, che è finito ancora una volta al centro delle polemiche per via del suo comportamento in relazione alla pandemia di Covid-19
“Il presidente Bolsonaro vive una tensione tra l’essere il presidente di tutti i brasiliani ed essere il leader politico di una componente radicale, che è mossa dalle menzogne e dall’odio”.
A parlare con l’agenzia Dire è Sérgio Praça, professore del Centro de Pesquisa e Documentação de História Contemporânea do Brasil da Fundação Getúlio Vargas (Fgv Cpdoc).
Ieri il capo di Stato ha partecipato a un corteo di motociclette a Rio de Janeiro, nel corso del quale ha percorso circa 60 chilometri accompagnato da migliaia di mezzi a due ruote con a bordo suoi sostenitori.
La manifestazione ha provocato assembramenti con la partecipazione, secondo la prefettura, di un numero di persone comprese tra le 10mila e le 15mila.
Nella zona della Praia do Flamengo il presidente ha fatto un discorso insieme con l’ex generale ed ex ministro della Salute Eduardo Pazuello. Entrambi erano senza mascherina.
Il presidente è stato accolto dai suoi supporter al grido di “mito”, mentre sulle reti sociali è stato criticato dai detrattori, che lo hanno paragonato a Benito Mussolini, che nel 1933 attraversò le vie di Roma con suoi sostenitori in motocicletta.
Praça, professore del Fgv e dottore in scienze politiche presso la Universidade de São Paulo (Usp), sottolinea che a oggi esistono tre gruppi di imprenditori in relazione al sostegno al presidente.
Ci sarebbero coloro che sono estremamente fedeli al ‘bolsonarismo’, come l’uomo d’affari Luciano Hang, proprietario della catena di grandi magazzini Havan, e Carlos Wizard, che possiede invece oltre 20 compagnie, tra le quali le filiali brasiliane dei negozi di fast food Kfc, Pizza Hut e Taco Bell e la rete di scuole di lingue Wise Up.
Ci sarebbero poi coloro che appoggiano Bolsonaro con riserve e coloro invece che non lo sostengono.
Praça aggiunge: “Un’altra componente della classe imprenditoriale, come quella del banchiere Andre Esteves, dalla Btg, i banchieri in generale e alcuni industriali stanno dalla parte del governo finché questo avrà quella che loro ritengono un minimo di competenza, mentre un terzo gruppo di imprenditori è fino ad adesso silente ma si oppone a Bolsonaro”.
All’inizio della settimana scorsa, il presidente ha fatto dichiarazioni che non sono piaciute ad alcuni degli imprenditori che vogliono che le misure restrittive vengano allentate e che le attività vengano riaperte in modo più ampio, quando ha detto che “oggi ci sono alcuni idioti che stanno a casa”.
Stando a un articolo apparso sul quotidiano A Folha de São Paulo il presidente dell’Associação de Bares e Casas Noturnas, Fábio Aguayo, si è detto in totale disaccordo con frasi del genere.
Altri uomini d’affari hanno detto che è solo con il vaccino che l’economia può tornare a crescere.
Secondo Praça, le apparizioni pubbliche del presidente sono un modo di condurre una campagna elettorale anticipata.
L’esperto si aspetta che queste uscite siano sempre più frequenti, visti l’avvicinarsi delle consultazioni previste per il 2022 e il calo della popolarità di Bolsonaro, stando ai sondaggi realizzati da Datafolha e Vox Populi.
Praça commenta inoltre l’appoggio degli imprenditori al presidente. Secondo l’esperto, gli uomini di affari che già sostengono il presidente non sono sorpresi dalla sue esternazioni e continueranno ad appoggiarlo.
Per il ricercatore l’unica cosa che può far perdere consensi a Bolsonaro è l’atteggiamento nei confronti delle imprese del possibile candidato del Partido dos Trabalhadores, l’ex capo di Stato Luís Inácio Lula da Silva, più noto come Lula.
Se Lula assumerà una postura moderata rispetto agli imprenditori come avvenuto nel 2002, questa la tesi di Praça, il presidente in carica potrebbe perdere rapidamente molti sostenitori

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