La guardia costiera libica (finanziata dall'Italia) spara contro i pescherecci italiani e ferisce un marinaio
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La guardia costiera libica (finanziata dall'Italia) spara contro i pescherecci italiani e ferisce un marinaio

Un'azione ostile contro i nostri pescatori a 30 miglia a largo di Misurata. Ferito il comandante dell'imbarcazione

Guardia costiera libica spara contro un peschereccio italiano al largo di Misurata
Guardia costiera libica spara contro un peschereccio italiano al largo di Misurata
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6 Maggio 2021 - 16.38


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Il paradosso dei paradossi: la guardia costiera libica (finanziata dagli italiani) che spara contro i pescherecci italiani correndo il rischio di ucciderli.

Spari che si sono verificati a 30 miglia dalla costa libica al largo di Misurata proprio contro due pescherecci italiani.
I colpi di avvertimento verso le imbarcazioni Aliseo e Artemide sono partiti da una motovedetta della Guardia costiera libica.
Il comandante di uno dei due pescherecci, entrambi della capitaneria di Mazara del Vallo, è rimasto ferito.
Si tratta di Giuseppe Giacalone, a bordo della Aliseo, come ha confermato il figlio Alessandro che ora attende notizie sulla salute del padre.

La nave Libeccio della Marina Militare, che si trovava a poche miglia dalle due imbarcazioni italiane, è stata autorizzata dai libici ad avvicinarsi ulteriormente per prestare soccorso.

I due pescherecci, che sarebbero stati intercettati in acque di competenza di Tripoli, sono stati rilasciati.
E il commodoro Masoud Ibrahim Abdelsamad della Marina libica, che controlla la Guardia costiera, ha smentito di aver sparato “contro” i pescherecci ma ammette che sono stati esplosi “colpi di avvertimento in aria” per fermare le imbarcazioni da pesca.

Leggi anche:  La Libia oggi: una matrioska di clan, vendette, patti violati e promesse di altre ritorsioni

“Hanno sparato ad altezza d’uomo” ha raccontato il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci.
“È una novità che episodi del genere accadano al largo di Misurata”, ha aggiunto, alludendo al fatto che negli ultimi mesi e ancora qualche giorno fa minacce del genere erano arrivate da libici di Bengasi.
Quinci ha poi spiegato: “Sono in contatto con la farnesina, attendo aggiornamenti”.

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