Il deputato repubblicano pro- impeachment: "Se viene salvato Trump il caos potrebbe ritornare"
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Il deputato repubblicano pro- impeachment: "Se viene salvato Trump il caos potrebbe ritornare"

Adam Kinzinger ha lanciato un accorato appello ai suoi colleghi di partito al Senato affinché votino per la condanna dell'ex presidente accusato di aver istigato l'insurrezione del 6 gennaio.

Il deputato repubblicano Adam Kinzinger
Il deputato repubblicano Adam Kinzinger
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9 Febbraio 2021 - 15.18


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Molti sono sdraiati a tappetino su Trump ma c’è anche chi è preoccupato per quella che potrebbe essere una deriva pericolosa.
Il processo di impeachment di Donald Trump che inizia oggi al Senato “non è una perdita di tempo, è una questione di responsabilità: se il Partito repubblicano non prende una posizione, il caos di questi ultimi mesi, e degli scorsi quattro anni, potrà presto tornare”. E’ quanto ha detto il deputato repubblicano Adam Kinzinger in un articolo sul Washington Post che è un accorato appello ai suoi colleghi di partito al Senato affinché votino per la condanna dell’ex presidente accusato di aver istigato l’insurrezione del 6 gennaio.
Il deputato dell’Illinois, che è stato uno dei 10 repubblicani che hanno votato per l’impeachment alla Camera, riconosce che “la stragrande maggioranza” dei repubblicani al Senato è convinta che il processo che parte oggi sia “una perdita di tempo, un teatrino politico che distrae da questioni più importanti”. Ma non è così, avvisa, ricordando che “il futuro del nostro partito e del nostro Paese dipende da come affrontiamo quello che è successo in modo che non possa più succedere”.
Riguardo poi al merito delle accuse mosse all’ex presidente, il deputato ricorda che “il comizio di Trump che è sfociato nella rivolta a Capitol Hill non è venuto dal nulla, ma è il risultato di quattro anni di rabbia, vergogna e sfacciate bugie. Forse la più pericolosa, o almeno la più recente, è quella che le elezioni siano state rubate”. 
Il deputato punta il dito contro “l’enorme numero di leader repubblicani” che, pur sapendo che questo non era vero “hanno incoraggiato a credere che lo fosse: ogni volta che questa bugia veniva ripetuta, la rivolta del 6 gennaio diventava più vicina”. Ed anche adesso, aggiunge, “molti repubblicani si rifiutano di ammettere quello che è successo, continuando ad alimentare rabbia e risentimento tra la gente”.
“Se la furia del 6 gennaio ha portato all’assassinio di un poliziotto ed alla morte di altri 4 americani, se si continua a far crescere la rabbia, dove andremo a finire?”, conclude il repubblicano affermando che votare per l’impeachment “offre la possibilità di dire che la misura è colma” e ritornare ai principi “del partito repubblicano a cui ho aderito da ragazzo che non avrebbe mai preso questa strada”.
Salvo clamorose sorprese, l’accordato appello di Kinzinger a “salvare l’America dall’andare oltre in una strada triste e pericolosa” appare destinato a cadere nel vuoto: nei giorni scorsi 45 dei 50 senatori repubblicani hanno votato una mozione per considerare incostituzionale il processo di impeachment ad un presidente non in carica. La mozione non è passata, ma oggi in apertura del processo i legali di Trump torneranno con l’argomento dell’incostituzionalità, ed il dibattimento si concluderà con un nuovo voto.

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