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La Turchia si aggrappa ai cavilli per non liberare il leader curdo Demirtas: "La sentenza Ue non è tradotta in turco"

a Corte Ue sostiene che i diritti di Demirtas siano stati violati e aveva anche ordinato alle autorità turche di risarcire l'ex co-leader del partito filo-curdo Hdp con 60.400 euro per i danni e le spese sostenute.

Demirtas
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globalist Modifica articolo

26 Dicembre 2020 - 17.36


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Dopo che la settimana scorsa la Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo ha intimato alla Turchia l’immediata scarcerazione del leader curdo Selahattin Demirtas, la Corte di Ankara ha – ovviamente – respinto la richiesta. La Corte Ue sostiene che i diritti di Demirtas siano stati violati e aveva anche ordinato alle autorità turche di risarcire l’ex co-leader del partito filo-curdo Hdp con 60.400 euro per i danni e le spese sostenute. Demirtas è in custodia cautelare in Turchia dal novembre 2016 per accuse di terrorismo. Per la Corte, sono stati violati i suoi diritti alla libertà di espressione e alla sicurezza.
La Corte di Ankara tuttavia ha stabilito che Demirtas deve restare in carcere citando a giustificazione l’assenza di una traduzione della sentenza della Corte Europea, stando a quanto riporta Anadolu. La Corte attende l’invio da parte del ministero della Giustizia turco di una traduzione della sentenza della Corte, è stato precisato.

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