Spagna: il Congresso approva l'eutanasia, destra radicale isolata

Per l'approvazione si sono spesi i due maggiori partner del governo di Pedro Sànchez, i socialisti e Podemos.

Pedro Sanchez

Pedro Sanchez

globalist 18 dicembre 2020
di Marco Santopadre

Esultano le associazioni e i comitati che da anni si battono a favore di una legge che legalizzi e regoli il cosiddetto "suicidio assistito". In piena recrudescenza della pandemia di Covid ieri il Congresso dei Deputati di Madrid ha approvato, con una storica votazione, la legge che per la prima volta nel paese riconosce il diritto a una morte degna, dopo una serie di tentativi andati a vuoto negli anni scorsi. Per l'approvazione si sono spesi i due maggiori partner del governo di Pedro Sànchez, i socialisti e Podemos. Ma alla maggioranza governativa si sono unite tutte le forze progressiste, facendo arrivare i voti a favore a quota 198. Anche i liberali di destra di Ciudadanos hanno sostenuto il testo; contro hanno votato invece solo le destre più radicali – Partido Popular, Vox e l'Unione del Popolo Navarro (partito regionalista attivo solo nella provincia meridionale basca di Pampona) rimaste isolate non solo nel dibattito parlamentare ma anche nel paese. Contro il provvedimento legislativo si sono espressi 138 deputati, e le astensioni sono state due.


Durante l'iter di approvazione i relatori hanno accolto la maggior parte degli emendamenti presentati dai vari gruppi favorevoli, e ci si attende quindi ora una rapida approvazione senza particolari sconvolgimenti del testo anche al Senato. Se tutto fila liscio, la legge potrebbe entrare in vigore già dall'inizio della prossima primavera. Nell'attuale formulazione, la legge riconosce il diritto a una morte dignitosa come un servizio a carico del sistema sanitario nazionale, prevedendone la sua applicazione nei casi in cui un paziente affetto da una patologia incurabile e irreversibile abbia ribadito in maniera chiara e inequivocabile il desiderio di essere accompagnato all'eutanasia attraverso l'autosomministrazione o la somministrazione da parte di personale sanitario specializzato di un farmaco che causi il decesso.


Chi richiede l’eutanasia deve «avere la nazionalità spagnola o la residenza legale in Spagna o un certificato di registrazione che dimostri un periodo trascorso nel territorio spagnolo superiore a 12 mesi, essere maggiorenne ed essere capace e consapevole al momento della domanda» recita il provvedimento. Una commissione regionale – composta da medici e psicologici – incaricata di autorizzare la procedura potrà richiedere più volte la conferma al paziente per sondare eventuali ripensamenti e poter proporre iter alternativi. Il richiedente dovrà confermare la propria volontà di accedere al suicidio assistito, attestando l'assenza di qualunque pressione esterna, anche quattro volte nell'arco di un mese: le prime due volte in forma scritta o con una registrazione audio o video nel caso in cui sia impossibilitato a scrivere, una terza volta dopo un colloquio con i medici e l'ultima volta poco prima della somministrazione del farmaco letale. In caso di parere negativo da parte della commissione il paziente potrà presentare un ricorso.


La legge riconosce il diritto all'obiezione di coscienza per i medici, ma anche la possibilità di applicare la morte medicalmente assistita nel caso in cui il paziente, ormai incosciente, abbia sottoscritto anticipatamente un testamento o un documento legalmente riconosciuto che riporti la sua inequivocabile volontà in tal senso. In questo caso potrà essere un rappresentante legale dell'assistito o il medico incaricato delle cure a chiedere la procedura che potrà essere realizzata sia in una struttura ospedaliera sia nel domicilio del paziente. La relatrice del testo, l'ex ministra della Sanità María Luisa Carcedo, ha insistito sul fatto che «sarà sempre il paziente a decidere, la legge stabilisce soltanto le condizioni e le procedure per l'applicazione del diritto a morire" per evitare al paziente – ed ai propri cari – inutili e penose sofferenze.