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Bosniaca picchiata e rasata perché amava un cristiano: la famiglia espulsa dalla Francia

I genitori sono stati condannati per violenza su minore, anche se non è stato riconosciuto il movente religioso. Oggi il rimpatrio a Sarajevo

Marlene Schiappa, ministro delegato per la cittadinanza francese
Marlene Schiappa, ministro delegato per la cittadinanza francese

globalist

24 Ottobre 2020 - 16.44


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Il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin, in accordo con il ministro delegato per la cittadinanza Marlene Schiappa, hanno annunciato che i cinque membri della famiglia della ragazza bosniaca picchiata e rasata per essersi innamorata di un cristiano serbo, sono stati espulsi questa mattina dalla Francia.

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Si tratta dei genitori della giovane e degli altri tre figli, hanno precisato i collaboratori del ministro.

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Il 17 agosto, dopo aver annunciato l’intenzione di sposare Dusan, 20 anni, Selma, 17 anni, era stata picchiata dai genitori bosniaci musulmani, ma anche dallo zio e dalla zia, che hanno lo status di rifugiati.

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La vicenda aveva suscitato grande commozione in Francia e all’estero, ricordando in particolare la violenza interetnica e religiosa perpetrata negli anni ’90 durante la dissoluzione dell’ex Jugoslavia.

Questo le dichiarazioni del ministro in un comunicato: “Dato che ci eravamo impegnati con Marlene Schiappa (Ministro delegato per la cittadinanza,), la famiglia che ha aggredito vigliaccamente la figlia e la nipote picchiandola e arrivando al punto da rasarla con la forza perché era innamorata di un ragazzo di un’altra fede, è stata espulsa questa mattina”, ha annunciato il ministro in un comunicato.

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A fine agosto, Darmarin aveva assicurato una procedura di espulsione “non appena terminato il procedimento giudiziario”.

Arrestati al termine del processo ieri sera, i cinque membri della famiglia sono stati scortati al centro di detenzione amministrativa di Metz, poi questa mattina a Nancy da dove sono partiti per Sarajevo.

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 Il giorno prima, in serata, erano stati condannati in primo grado per “violenza su minore in presenza di minorenni (gli altri figli della coppia)” a un anno di reclusione con quattro mesi di condizionale”.

Il movente religioso della violenza, invece, non è stato mantenuto, nonostante le dichiarazioni della giovane.

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L’avvocato della coppia, Catherine Bresson, ha ammesso che l’espulsione è “legale” e di non avere “mezzi legali per opporsi”.

Ai genitori di Selma, arrivati nel 2018, era stato rifiutato l’asilo nel dicembre 2019.

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I suoi clienti, ha spiegato, avevano “firmato i documenti per tornare nel loro Paese ben prima dei fatti”, ma il rimpatrio era stato rinviato per il Covid e per questioni amministrative. “Non avevano bisogno di Darmanin”, ha detto la legale.

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