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La Polonia nemica delle donne: aborto vietato anche in caso di malformazioni

Erano decine le attiviste fuori dal tribunale per protestare contro una decisione che in pratica rende l’interruzione di gravidanza quasi impossibile: "È un’infamia dello Stato polacco".

Aborto
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globalist Modifica articolo

23 Ottobre 2020 - 09.43


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L’aborto in Polonia diventa vietato anche nel caso il feto è affetto da gravi malformazioni: la decisione deriva da una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale la legge che ammetteva questa possibilità. La Polonia, cattolicissima, ha una delle legislazioni più severe in Europa sul tema. 
La sentenza è arrivata in risposta a una mozione dei legislatori di destra che sosteneva che l’interruzione di una gravidanza a causa di difetti fetali violasse la disposizione della Costituzione polacca che protegge la vita di ogni individuo. Rimane concesso l’aborto nel caso la gravidanza mette in pericolo la salute o la vita di una donna, o era il risultato di uno stupro o di altri atti illegali. 
Erano decine le attiviste fuori dal tribunale per protestare contro una decisione che in pratica rende l’interruzione di gravidanza quasi impossibile: “È un’infamia dello Stato polacco. I giudici si sono dichiarati contro l’eugenetica e a favore del diritto alla vita dei neonati, anche se malati, dimenticando che si tratta molto spesso di feti incapaci di vivere in modo autonomo”, ha detto Krystyna Kacpura della Federazione per le donne, che ha assistito alla seduta della Corte.

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