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L'ex leader dei gilet gialli capeggia i negazionisti francesi: "Il Covid è una menzogna di Stato"

"Non nego il virus" dice Christophe Chalencon, "ma la malattia si cura. Macron sta distruggendo questo paese"

Christophe Chalencon
Christophe Chalencon

globalist

15 Ottobre 2020 - 14.58


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L’ex leader dei gilet gialli Christophe Chalençon si annovera tra le folt schiere di quelli che pensano che il covid ‘non è così grave come vogliono farci credere’ e che pensa che Macron, che ieri ha imposto delle misure di sicurezza molto stringenti tra cui il coprifuoco per sei settimane, stia “proseguendo ad applicare il suo piano di distruzione del Paese. Con queste misure distruggerà una parte importante dell’economia, non la grande distribuzione e le grandi imprese, ma le pmi, gli artigiani, i negozi di vicinato, i teatri e i cinema, i bar e i ristoranti. Tutti luoghi che creano legami sociali saranno distrutti. La protesta in Francia sta per esplodere”.
“Come si fa a pensare che nelle periferie il coprifuoco alle 21 sarà rispettato ? I quartieri resteranno preda dell’illegalità mentre l’economia reale, quella costituita dai negozi, dai bar, dai ristoranti e dalla palestre sono destinate a chiudere i battenti. La pressione sale, la protesta sta per esplodere”.
Ora, spiega, “sempre più francesi iniziano a capire il perché delle proteste dei Gilet Gialli che tempo fa denunciavano questa monarchia repubblicana che vige in Francia. Ora sono uscito da questo movimento perché non condivido più le rivendicazioni dopo che è stato infiltrato dall’estrema sinistra ma resto Gilet giallo nel profondo del mio cuore. Ora sto cercando di creare un’alternativa: serve una democrazia rappresentativa e non più questa democrazia partecipativa. I presidenti francesi, da Pompidou fino a Macron, seguono la stessa linea politica che è la distruzione dello Stato nazione”.
Sul Covid, aggiunge Chalençon, “condivido la posizione di Didier Raoult”, l’infettivologo e direttore dell’Institut hospitalo-universitaire Méditerranée infection (Ihu) di Marsiglia che in Francia divide la comunità scientifica da quando è cominciata l’epidemia e che ha sempre sostenuto la necessità dell’uso della clorochina nell’emergenza sanitaria. “La malattia c’è, non lo nego, ma la pandemia non è delle dimensioni prospettate. La malattia può essere curata”, spiega ancora Chalençon. “Siamo di fronte ad una menzogna di Stato”.
Per Chalencon “il 70% dei francesi condivide ormai quello che i gilet gialli inizialmente denunciavano e rifiuta la politica attuata dal governo francese. C’è un rischio di una frattura sociale. Ormai la Quinta Repubblica è morta e la Francia è stata venduta all’Europa che è costituita da funzionari. Io sono favorevole a un Unione Europa degli Stati sovrani”.
“Sarà interessante capire che cosa uscirà fuori dalle perquisizioni nell’abitazione e nell’ufficio del ministro della Sanità francese Olivier Veran nell’ambito di un’inchiesta della Corte di giustizia della Repubblica sulla gestione della pandemia di coronavirus in Francia. Vedremo quello che succederà”, sottolinea Chalencon che comunque resta convinto “che la giustizia in Francia non è più indipendente”.
A maggio del 2019 Chalençon con il suo movimento ‘Evolution Citoyenne’ aveva ottenuto lo 0,01% ossia circa 2.000 alle elezioni europee. Più volte l’ex leader dei Gilet gialli si è ritrovato alle prese con delle polemiche dopo delle dichiarazioni che per molti sono state considerate come un’istigazione alla violenza.

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