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I gruppi cristiani programmano annunci pubblicitari contro Donald Trump

La campagna, che uscirà in televisione e sui supporti digitali, sarà destinata agli elettori evangelici e cattolici contro lo sfruttamento del Presidente dellʼiconografia cristiana.

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globalist Modifica articolo

14 Ottobre 2020 - 07.19


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Non ci stanno a essere considerati una lobby a favore del milionario presidente. Una coalizione bipartisan di cristiani sta formando un comitato di azione politica contro il presidente Trump. Il gruppo, conosciuto come Pac – Not Our Faith, ha programmato una campagna pubblicitaria a sei cifre per la TV e per il digitale rivolta agli elettori evangelici e cattolici. Il primo annuncio sarà pubblicato nello Stato del Michigan e della Pennsylvania, e si scontrerà con la convinzione di Trump di avere l’appoggio dei cristiani.

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L’annuncio, anticipato all’agenzia Associated Press, accusa il Presidente degli Stati Uniti di aver “usato il cristianesimo per i propri scopi” e che “i cristiani non hanno bisogno di Trump per salvarsi. La verità è che Trump ha bisogno dei cristiani per salvare la sua campagna agitata”. In modo particolare, l’associazione attacca la foto scattata fuori dalla chiesa episcopale di St. John a Washington durante le manifestazioni per la morte di George Floyd di quest’estate. In quell’occasione la polizia aveva usato gas lacrimogeni e spary al peperoncino contro i manifestanti per consentire il passaggio del Presidente. 

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Tra i membri del consiglio consultivo del Pac ci sono Michael Wear, ex consigliere religioso durante l’amministrazione Obama, e Autumn Vandehei, che ha lavorato come aiutante per l’ex leader repubblicano Tom DeLay del Texas. Il primo avrebbe anche dichiarato: “Trump ha vinto il 2016 con un sostegno senza precedenti da parte degli evangelici bianchi e dei cattolici. Crediamo che il sostegno degli americani cristiani sia importante per queste elezioni”.

 

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Dal giorno della candidatura alla Corte Suprema di Amy Coney Barrett, i repubblicani si sono appellati agli elettori fedeli accusando i democratici di aver criticato la nuova eletta per la sua forte fede cattolica. Eppure, come riportato dall’Associated Press, nessun senatore democratico pare abbia sollevato la questione durante l’udienza di conferma di Barrett.

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