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I vescovi del Brasile contro Bolsonaro: "Con il suo liberismo ha peggiorato la vita dei poveri"

La presa di posizione di 152 vescovi che invocano un dialogo nazionale per ripristinare il rispetto della Costituzione e dello stato di diritto", con obiettivo di "costruire una società, giusta, fraterna e solidale".

Jair Bolsonaro, Presidente del Brasile
Jair Bolsonaro, Presidente del Brasile

globalist

27 Luglio 2020 - 19.47


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Un criminale che dovrebbe essere condannato per le morti e le sofferenze causate dal suo negazionismo.

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“Bolsonaro ha fallito, cambiamo rotta”. E’ netta presa di posizione di 152 vescovi del Brasile – circa la metà – che in una lettera chiedono alla società civile e ai movimenti sociali di aprire un dialogo nazionale nel segno dell’unità e della pluralità di voci.
In una missiva in 16 punti rivolta al “Popolo di Dio”, e rilanciata dalla rivista italiana ‘Nigrizia’ (www.nigrizia.it), si rivolge alla società civile questo invito: “Svegliamoci dal sonno che ci immobilizza e ci rende semplici spettatori della realtà di migliaia di morti e della violenza che ci affligge”.
Il testo analizza la difficile situazione politica e sociale del Brasile, peggiorata dal Covid-19, e si chiamano in causa le responsabilità del presidente Jair Bolsonaro e delle sue politiche neoliberiste. La proposta è di aprire “un ampio dialogo nazionale per ripristinare il rispetto della Costituzione federale e dello stato di diritto”, con l’unico obiettivo di “costruire una società, giusta, fraterna e solidale”.
Ma, per fare questo, secondo i presuli è necessario “aver chiaro quali sono i maggiori problemi, a cominciare dalle incapacità e le debolezze di un governo che con le sue “riforme” avrebbe peggiorato la vita dei poveri. Nel testo i vescovi spiegano di agire “in profonda comunione con papa Francesco e il suo magistero e in piena comunione con la Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb)”, nonché con il Patto per la Vita e la Democrazia, pubblicato l’aprile scorso e sottoscritto da molte organizzazione della società civile e a cui la Cnbb ha aderito ufficialmente.
“Il Brasile attraversa uno dei periodi più difficili della sua storia- si legge nella lettera- uguale ad una ‘tempesta perfetta’ che, dolorosamente, deve essere attraversata. La causa di questa tempesta e’ la combinazione di una crisi sanitaria senza precedenti, con un crollo schiacciante dell’economia e la tensione che ha colpito le fondamenta della Repubblica, causata in larga misura dal presidente della Repubblica e da altri settori della società, con conseguente profonda crisi politica e di governabilità”.

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I 152 vescovi attendono ora che la lettera sia valutata dal Consiglio permanente della Cnbb, e cosi’ sia assunta ufficialmente dalla Conferenza episcopale, in un processo di unione e discernimento collettivo e istituzionale. Tra i firmatari del documento figura anche il cardinale, arcivescovo e teologo Claudio Hummes, che è stato il relatore generale al Sinodo per l’Amazzonia che si e’ svolto a Roma, dal 6 al 27 ottobre scorso.

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