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I vescovi della Germania dicono no all'aggiunta di un asterisco di genere dopo la parola Dio

La richiesta di un'organizzazione giovanile cattolica che mettevano in discussione l'immagine di un Dio maschio, patriarcale e bianco"

Vescovi tedeschi
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globalist Modifica articolo

3 Novembre 2021 - 18.29


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La Conferenza dei vescovi di Germania ha respinto l’aggiunta di un “asterisco di genere” dopo la parola Dio – che l’avrebbe vista modificata in Dio* -, come era stato invece suggerito da un’organizzazione giovanile cattolica tedesca. Ne riferiscono i media cattolici.

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“Il dibattito teologico sulla questione non è rilevante al momento. Abbiamo problemi molto diversi da affrontare nella Chiesa in questo momento”, ha detto il portavoce della Conferenza episcopale, Matthias Kopp al telegiornale tedesco Sat.1. E ha aggiunto: “Dio è più del sole, della luna e delle stelle. Non possiamo afferrare Dio. Non possiamo descrivere Dio a parole”.

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La comunità Katholische Junge Gemeinde, che fa parte dell’organizzazione cattolica giovanile tedesca comprendente 660.000 aderenti, ha pubblicato un comunicato stampa in cui affermava di voler discutere dell’ortografia di Dio con un asterisco di genere.
“Sempre più fedeli sono attualmente scoraggiati dall’immagine di un Dio maschio, patriarcale, bianco e lo stanno dicendo ad alta voce”, ha sottolineato la Kjg.

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“L’immagine di un Dio maschio e bianco non coglie nel segno e rende piu’ difficile l’accesso a Dio di molti giovani”, afferma la dichiarazione.

“Se chiedi ai membri della Kjg, Dio può essere un’amica, un amico, un compagno o un amore”, ha spiegato Rebekka Biesenbach, assistente spirituale dell’organizzazione cattolica giovanile.

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“Sono tutte dimensioni che l’immagine di Dio come Padre non copre”.

La proposta di utilizzare l’asterisco di genere è stata accolta con favore dal vescovo Johannes Wuebbe, ausiliare di Osnabrueck e responsabile degli affari dei giovani nella conferenza episcopale tedesca. Il presule ha trovato “positivo” che i giovani cristiani volessero discutere dell’immagine di Dio, ha detto al quotidiano Weser Kurier, sottolineando come gli venga continuamente ripetuto che i giovani non possono immaginare Dio come un vecchio con una lunga barba bianca. E rivolgersi a Dio chiamandolo “Padre” ha soprattutto lo scopo di aiutare a descrivere la sua essenza: “Non è inteso per designare il sesso di Dio”, ha spiegato.

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Tuttavia la proposta di cambiare l’ortografia della parola di Dio è stata respinta dalla maggioranza dei vescovi. 

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