C’è una buona notizia riguardo il Coronavirus, anche se è da prendere con le pinze: la Cina ha dichiarato nella giornata di ieri solamente 52 morti, il numero più basso nelle ultime 3 settimane. È di qualche giorno fa la notizia riportata dagli esperti che sostengono che il picco dei contagiati sia stato raggiunto nella provincia dell’Hubei e che quindi la situazione possa ora solo migliorare, anche se lentamente e non senza possibilità di ricadute. Ma è sicuramente un inizio.
Il bilancio delle vittime in Cina è di 2.715, a fronte di più di 80.000 contagiati. Un tasso di mortalità considerevole ma comunque basso nel quadro generale, che promette di continuare a diminuire. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità alla data del 20 febbraio abbia affermato che “i dati dalla Cina continuano a mostrare una diminuzione nei nuovi casi confermati”, anche se come sempre questo non è il momento di abbassare la guardia.
Per capire quando la situazione sarà effettivamente in miglioramento bisogna guardare al cosidetto ‘tasso netto di riproduzione’: ossia il numero di persone che un singolo malato può contagiare. Perché si abbia un miglioramento sensibile, questo numero deve essere inferiore a 1: significa che ogni persona ne contagia solo un’altra, e quindi la malattia si sta sgonfiando. Qualunque numero superiore a 1 sta a indicare che la malattia è ancora in espansione.
Il tasso di riproduzione non è certo uguale in ogni zona: a causa del contenimento della malattia, il numero varia di regione in regione. Molti studiosi stanno stimando che il numero è già pari o addirittura minore a 1 in molte regioni della Cina, e se non tutti sono d’accordo nel dire che in Cina il picco sia già stato raggiunto e superato per arrivare nella fase cosiddetta di ‘plateau’, in cui la situazione è stabile, quasi tutti concordano nel dire che il momento è vicino: si prevede per la fine di febbraio o l’inizio di marzo.
Poi cosa succederà? Le possibilità di una ripresa ci sono, aggravate anche dallo scoppio di focolai in giro per il mondo. Paradossalmente, mentre la situazione in Cina potrebbe cominciare a migliorare, nel resto del mondo invece si potrebbe assistere a un nuovo ciclo della malattia, con un nuovo picco da raggiungere. Certo, la differenza è che gli altri paesi sono già avvertiti della possibilità, e le misure cautelative adottate potrebbero contrastare l’avanzata del virus.
Se tutto procederà per il meglio, l’epidemia dovrebbe scemare nel giro di qualche mese, arrivando a livelli molto più gestibili. Ma è ancora troppo presto per poter cantare vittoria.
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