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La caccia di Erdogan ai mancati golpisti continua: 766 arresti in tutta la Turchia

Si ritiene che tutti gli arrestati siano collegati alla rete dell'Imam Fethullah Gulen, rifugiato negli Usa, accusato di essere la mente dietro il tentato golpe del 2016

Soldati turchi
Soldati turchi

globalist

18 Febbraio 2020 - 09.17


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La Turchia lancia una nuova retata contro i sospetti affiliati alla rete di Fethullah Gulen, l’Imam che Ankara accusa di essere dietro al tentato colpo di stato del 15 luglio del 2016: gli arresti sono stati in totale 766 in tutto il paese e ad essere colpiti sono stati presunti infiltrati nell’esercito, nelle forze di polizia e nel ministero di Giustizia. 
Gulen, ex alleato di Erdogan fuggito in Pennsylvania nel 1999, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nel Golpe. Da parte loro gli Usa non hanno mai concesso l’estradizione, nonostante le pressioni di Ankara. 
Proprio nella capitale turca ha avuto luogo la retata più grossa, con 71 arresti. Erdogan accusa l’Imam di aver creato uno ‘Stato nello Stato’. Il fallito golpe ha generato una vera e propria purga in Turchia: oltre 80mila persone arrestate, 150mila dipendenti licenziati, 330 piloti dell’aeronautica cacciati, come anche migliaia di ufficiali di esercito e marina.

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