Il capodanno di Hong Kong con la catena umana e senza fuochi d'artificio

L'ex colonia britannica in rivolta contro il regime cinese si appresta a salutare il nuovo anno.

Hong Kong

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globalist 31 dicembre 2019

A oltre sei mesi dall’inizio delle proteste anti-governative, Hong Kong è passata attraverso raduni oceanici, il caos e le violenze delle fasi più cruenti - sfociate in vere e proprie battaglie tra polizia e manifestanti pro-democrazia - il crollo dell’economia, in recessione tecnica al terzo trimestre, fino alla vittoria dei candidati pro-democratici alle elezioni per il rinnovo dei Consigli Distrettuali, a novembre scorso.


Alla vigilia del 2020 migliaia di persone hanno formato una lunga catena umana e hanno cantato l’inno di che ha caratterizzato tutte le proteste contro il regime cinese. 


Intanto però i fuochi d’artificio della mezzanotte di Capodanno, che tradizionalmente illuminano lo skyline di Hong Kong, sono stati cancellati per ragioni di sicurezza. Lo ha annunciato l’ente turistico dell’ex colonia britannica, spiegando che lo spettacolo pirotecnico verrà sostituito da uno spettacolo di luci a tema.


La decisione di cancellare l’evento, che ogni anno attira centinaia di migliaia di persone, è stata presa dopo che gli organizzatori delle proteste che da mesi agitano Hong Kong avevano annunciato nuove dimostrazioni in occasione del Capodanno e dopo che anche durante il periodo natalizio si erano ripetuti nuovi scontri tra attivisti e polizia.


Sulla questione di Hong Kong ha parlato anche il presidente cinese Xin Jinping, nel suo discorso di fine anno trasmesso dalla tv di stato cinese.


Il presidente ha sostenuto che lo schema ‘Un Paese due Sistemi’ che regola i rapporti tra Pechino e l’ex colonia britannica sta funzionando bene ed è apprezzato dalla gente. Per Xi “la prosperità e la stabilità di Hong Kong sono il desiderio di tutti i compatrioti e l’auspicio di tutti i cinesi”.