Di Maio sfoggia il suo europeismo (ma due anni fa prometteva di uscire dall'euro)
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Di Maio sfoggia il suo europeismo (ma due anni fa prometteva di uscire dall'euro)

Giggino ha presentato un fronte 'populista' per le prossime elezioni. E' solo l'ultima delle cento giravolte dei pentastellati

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15 Febbraio 2019 - 13.59


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Il dubbio rimane. L’europeista che ha parlato oggi era davvero Giggino Di Maio oppure Stanislao Moulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti?
Perché il grillino in cravatta che oggi ha esaltato l’Europa non può essere lo stesso che due anni orsono diceva di voler uscire dall’Euro e prometteva un referendum per uscire dall’euro come primo provvedimento di un governo M5s.
Ma cosa ha detto oggi Di Maio (o Stanislao Moulinsky) davanti al ‘popolo’: un manifesto in dieci punti per “contare sempre di più nel Parlamento europeo, non come forze politiche ma come cittadini”. E’ quello presentato oggi a Roma da Luigi Di Maio insieme ai primi alleati del M5s alle Europee: Zivi Zid (Croazia), Kukiz’15 (Polonia), Liike Nyt (Finlandia), Akkel (Grecia).
“Le nostre sono – ha spiegato – storie simili e differenti che hanno fatto confluire in un manifesto i loro valori. Non è definitivo, stanno per arrivare altre due forze politiche e lo completeremo appena avremo concluso il coinvolgimento delle nuove forze”.
Il primo punto è una “Europa più vicina ai cittadini” perché, ha detto il vicepremier, c’è “esigenza di una democrazia più diretta e partecipata. Una richiesta che viene è che non si possa più decidere una volta ogni cinque anni. Occorre anche riformare alcuni strumenti a livello europeo, tra cui l’iniziativa dei cittadini (Ice) che deve essere molto più simile alla legge di iniziativa popolare”.
Poi una Europa “post ideologica” di fronte a “un Ppe e un gruppo S&D in declino”, su cui sta per arrivare uno “tsunami”. L’obiettivo di cambiare l’Europa “non vogliamo portarlo avanti sotto un cartello di destra e sinistra”, ha spiegato.
Altri punti riguardano: un’Europa onesta; nuovo futuro, cooperazione e rispetto delle identità nazionali; riforma delle istituzioni europee; migliore qualità della vita, con la tutela della salute e dell’ambiente.
Sull’immigrazione serve più “solidarietà e protezione” con una “equa divisione delle responsabilità ma anche combattere a monte le cause dell’immigrazione. E serve coerenza da ogni Paese”.
Il M5s punta poi a una “Europa giusta” con “sviluppo dell’economia reale e riduzione del potere dei mercati finanziari. Le lobby si sono trasferite a Bruxelles perché i parlamenti nazionali hanno perso potere e non è un caso che l’Ue ha fatto sempre scelte dalle parti sbagliate, ha fatto la scelta di ascoltare gruppi di potere”.
Concludono il manifesto “le eccellenze europee, protezione made in e sostegno ad agricoltura locale” e “credere nel futuro” per “far rivivere il sogno europeo”, però con il principio che “la mobilità europea delle merci e delle persone non deve essere una costrizione ma una scelta”.
Ad ogni modo – giusto per ricordare la coerenza a 5 stelle – guardiamo un po’ di video sulle giravolte di Giggino Di Maio, alias Stanislao Moulinsky.

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