Gilet Gialli, quarto sabato di proteste: si temono morti. Primi lacrimogeni agli Champs-Elysees
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Gilet Gialli, quarto sabato di proteste: si temono morti. Primi lacrimogeni agli Champs-Elysees

Sono iniziati gli scontri tra polizia e gilet gialli, e stavolta le autorità avvertono: "state a casa, la situazione può degenerare"

Gilet gialli
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8 Dicembre 2018 - 10.09


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Parigi blindata per la nuova giornata di manifestazioni dei gilet gialli. I primi gas lacrimogeni sono stati lanciati dalla polizia nella rue Arsene Houssaye, adiacente agli Champs-Elysees, nel giorno della temuta manifestazione dei gileti gialli a Parigi. I gas sono stati lanciati per disperdere la folla che premeva pericolosamente contro una grata di ferro che impedisce di accedere alle strade adiacenti all’Eliseo. La pressione dei gilet gialli stava salendo, i gas lanciati hanno permesso la dispersione della folla in qualche minuto e senza incidenti. 

Il primo ministro francese, Edouard Philippe, presiede dalle 10 una prima riunione al ministero dell’Interno con il ministro Christophe Castaner e i principali responsabili dei servizi di sicurezza. Il presidente Emmanuel Macron segue la situazione dall’Eliseo. 

   Sono centinaia le persone fermate e conbtrollate dalla polizia che punta a separare i casseur dai gilet gialli arrivati a Parigi per manifestare. La portavoce della polizia, Camille Chaize, ha fatto sapere che ad alcune delle persone perquisite, e poi fermate, sono state sequestrate “armi, bottiglie Molotov e spranghe di ferro”.

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“Temiamo che si saranno dei morti e dei feriti. Ci chiediamo quanti morti e feriti ci vorranno prima che Emmanuel Macron ascolti la collera del popolo…”: lo ha detto alla vigilia della manifestazione Benjamin Cauchy, uno dei portavoce dei cosiddetti gilet-gialli ‘liberi’, quelli cioè aperti alla trattativa con il governo e che condannano ogni forma di violenza, lanciando un forte appello “alla calma” e a non scendere in piazza domani a Parigi. “Chiediamo ai francesi di non cadere nella trappola delle violenze”, ha aggiunto in conferenza stampa. Intanto sta suscitando molte proteste un video nel quale le forze dell’ordine fanno mettere in ginocchio un centinaio di studenti di un liceo di Mantes-la-Jolie obbligandone alcuni a tenere le mani sulla testa. La sommossa davanti ai licei Saint-Exupery e Jean-Rostand di Mantes-la-Jolie ha portato ieri a 153 fermi sul totale di oltre 700 in tutta la Francia. Due auto e decine di cassonetti sono stati incendiati, il rettorato ha parlato di “bombole di gas” che erano state portate davanti alla scuola e di bottiglie Molotov. I poliziotti hanno affermato di essersi ritrovati in 15 di fronte a 122 giovani con atteggiamento “ostile” in possesso di “pietre, armi improprie, bastoni e mazze da baseball”.

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Per Benoit Hamon, ex candidato socialista alle presidenziali e ora leader di Generation-S, “questa non è la Repubblica. La gioventù francese umiliata. Ma cosa cerca il potere se non la rabbia?”. La ex ministra ecologista Cecile Duflot ha twittato: “semplicemente intollerabile”. “Mi rendo conto della forza delle immagini – è invece la reazione della ministra della Difesa, Florence Parly – ma bisogna anche guardarle con distacco, prospettiva, bisogna capire i motivi per cui i poliziotti sono dovuti intervenire. Ci sono state molte violenze, durante le quali gli studenti stessi si sono messi in pericolo con le loro stesse azioni”.

Macron parlerà soltanto la settimana prossima – Emmanuel Macron si rivolgerà ai francesi sulla crisi dei gilet gialli “all’inizio della settimana prossima”: lo ha annunciato il presidente dell’Assemblea nazionale, Richard Ferrand, precisando che il capo dello stato “non vuole gettare olio sul fuoco” alla vigilia della temutissima quarta manifestazione di protesta a Parigi. Secondo informazioni diffuse in queste ore dai media francesi, Macron viene descritto dalle persone a lui più vicine come “molto preoccupato” e segue da vicino la situazione della sicurezza domani nella capitale. In questi ultimi giorni il capo dello Stato parla molto con i prefetti e dirigenti locali per avere il loro parere, ma anche con i vertici della sicurezza dello stato. Fra i diversi scenari immaginati dai politologi francesi, il più probabile è quello dell’annuncio di un rimpasto di governo.

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