Non era un golpe giudiziario: il magistrato che ha incriminato Lula sarà ministro di Bolsonaro

Sergio Moro sarà a capo di un "superministero" che riunirà la Giustizia e la Sicurezza Pubblica. In passato aveva promesso: io mai in politica

Il giudice Mario Moro sarà ministro del governo di Bolsonaro

Il giudice Mario Moro sarà ministro del governo di Bolsonaro

globalist 1 novembre 2018

La sinistra e molti osservatori internazionali hanno parlato di golpe giudiziario per far fuori prima Ignazio Lula e poi estromettere Dilma Rousseff dalla presidenza e lasciare il paese in mano al discusso e impopolare Temer.
E adesso, tanto per alimentare i sospetti, Sergio Moro, il magistrato di origini italiane simbolo delle inchieste anticorruzione in Brasile, ha annunciato che ha accettato di essere a capo di un "superministero" che riunirà la Giustizia e la Sicurezza Pubblica nel governo di Jair Bolsonaro.
Moro ha incontrato Bolsonaro nella residenza del presidente eletto a Rio de Janeiro e, dopo l'incontro, ha diffuso una dichiarazione sulla sua decisione, evitando i cronisti mentre viaggiava di ritorno a Curitiba. Nella nota, il giudice ha segnalato che gli costa abbandonare la sua carriera "dopo 22 anni nella magistratura", ma "la prospettiva di poter implementare una forte agenda anti-corruzione e contro la criminalità organizzata, nel rispetto della Costituzione, la legge e i diritti, mi ha portato a prendere questa decisione".
Moro ha precisato che l'inchiesta anticorruzione che coordinava, nota come Lava Jato, "andrà avanti da Curitiba, grazie al valido lavoro dei giudici locali", ma "per evitare polemiche inutili", ha deciso di escludersi da nuove udienze relative ai casi in svolgimento.
Da quando l'indagine 'Lava Jato' è stata lanciata nel 2014, sono caduti politici di ogni parte, ma Moro è stato accusato di essere particolarmente impietoso con la sinistra, specialmente con l'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva. Lula sta attualmente scontando una condanna a 12 anni di carcere, che ha portato i tribunali a impedire la sua corsa per le presidenziali.
C’è da dire che in passato Moro aveva promesso che mai sarebbe entrato in politica. Poi, si sa, una poltrona val bene un ripensamento.