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Salvini padrone dell'Africa: decide (da solo) hotspot in Mali, Sudan e Niger

Incassato il no di Tripoli l'estremista di destra ha corretto il tiro: parlavo dei confini esterni. Ma si è confrontato con quei paesi prima di dare loro ordini?

Matteo Salvini
Matteo Salvini

globalist

25 Giugno 2018 - 20.32


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Ha deciso lui per tutti. Dopo che Tripoli ha risposto picche agli hotspot in territorio libico, anche se nel sud, il ministri di Polizia Salvini ha corretto il tiro e parlato di confini esterni.
Quindi questo significa che lui e Serraj hanno preso una decisione che riguarda il Mali, il Sudan e i paesi a sud della Libia.
Non era il caso di parlarne con loro?
“Quando parlavo di centri di protezione e identificazione da aprire ai confini della Libia, intendevo ai confini esterni della Libia”. Ha precisato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, durante la conferenza al Viminale, dopo il rientro dalla Libia. Tripoli, infatti, per voce del vicepremier Ahmed Maitig, aveva messo in chiaro: “Rifiutiamo categoricamente la presenza di campi per migranti in Libia. Questo non è accettato dai libici né è consentito dalla legge libica”.
E allora? L’estremista di destra titolare del Viminale ha spiegato che “Niger, Mali, Ciad, Sudan, sono tutti coinvolgibili ma serve un’azione forte della Unione europea, come fu fatto con la Turchia per i confini Est. Inoltre, ci piacerebbe che l’azione francese in Niger fosse più operativa: ma non do lezioni ai francesi altrimenti poi Macron si offende…”.

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