Taser alla gendarmeria vaticana: aumenta l'allerta attorno al Papa
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Taser alla gendarmeria vaticana: aumenta l'allerta attorno al Papa

Le pistole possono scaricare scosse elettriche ad alto voltaggio che paralizzano i muscoli degli aggressori

Pistola taser
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18 Giugno 2018 - 20.09


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Le guardie vaticane avranno a breve una nuova arma a disposizione: saranno infatti munite di taser, pistole in grado di scaricare scosse elettriche ad alto voltaggio per neutralizzare eventuali aggressori.

Quella del taser è un’idea di cui si parla da tempo in Italia e in sei città italiane (Brindisi, Caserta, Catania, Milano, Padova e Reggio Emilia) viene già usata come esperimento da polizia e carabinieri.

Il Vaticano ha annunciato di aver già previsto di dotare un certo numero di agenti del taser, un’arma in più rispetto alla pistola d’ordinanza. Una decisione che farà discutere: la pistola è classificata come arma “meno che letale”, tuttavia è classificata dall’Onu come uno strumento di tortura. Amnesty International, inoltre, ha denunciato centinaia di morti ogni anno negli Usa uccisi dalle scariche elettriche. La ditta che le produce si è difesa sostenendo che non hanno mai causato decessi.

La dotazione di taser è stata giustificata come misura straordinaria vista l’allerta antiterrorismo attorno al Papa, figura particolarmente esposta ai rischi anche per via delle udienze pubbliche del mercoledì e le grandi folle di fedeli che si radunano la domenica in piazza San Pietro. Di recente i controlli sono divenuti più rigidi e i pellegrini possono raggiungere il Vaticano solo dopo le verifiche con il metal detector e la perquisizione di borse e zaini. 

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Dopo gli attacchi terroristici a Nizza e Londra, dove camion e auto sono stati lanciati tra la folla causando decine di morti, le autorità hanno anche deciso di chiudere le vie di accesso a San Pietro con i mezzi dell’esercito. Pochi mesi fa, inoltre, l’allerta è salita ancora dopo che un uomo aveva imboccato contromano a folle velocità la strada verso san Pietro: in quell’occasione l’auto finì contro le transenne senza alcuna conseguenza ma da quel momento un accordo tra Italia e Vaticano ha stabilito misure di accesso più rigide. 

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