Non c’è pace anche se si era riusciti a trovare un accordo per una sospensione dei combattimenti: le forze lealiste di Damasco hanno ripreso a bombardare la zona orientale del Ghouta, roccaforte dei ribelli, nonostante la tregua di trenta giorni approvata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. E’ l’allarme lanciato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui la periferia di Douma, la principale città della zona, è stata bombardata almeno due volte. L’Ong segnala inoltre “scontri tra le forze del regime il gruppo ribelle di Jaich al-Islam”.
Il segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, aveva lanciato un appello a tutte le parti per consentire “l’immediata consegna di scorte umanitarie”.
Mercoledì scorso, parlando al Consiglio, il capo delle Nazioni Unite aveva definito la situazione nel Ghouta “un inferno in terra”.
I due principali gruppi di ribelli che controllano la zona del Ghouta orientale hanno fatto sapere che rispetteranno la tregua. In un comunicato il gruppo islamista Jaich al-Islam si è impegnato “a proteggere i convogli umanitari che entreranno nella zona e si riserva il diritto di rispondere immediatamante a tutte le violazioni commesse” dalle forze del regime.
Un altro gruppo ribelle, Faylaq al-Rahmane, si è detto pronto a “rispettare la tregua” e a “facilitare l’ingresso di tutti gli aiuti dell’Onu nel Ghouta orientale”, sottolineando il “diritto di legittima difesa e di rispondere a tutte le aggressioni”.
Violata dopo poche ore la tregua in Siria: scontri e bombe nella Ghouta
I due principali gruppi di ribelli che controllano la zona del Ghouta orientale hanno fatto sapere che rispetteranno la tregua. Ma intanto si spara
Preroll
globalist Modifica articolo
25 Febbraio 2018 - 09.26
ATF
Native
Articoli correlati