Steve Bannon esce dalla Breitbart News Network, che ha diretto tra il 2012 ed il 2016 e dove era di recente tornato dopo la rovinosa rottura con Donald Trump, di cui era stato per un breve periodo ascoltato consigliere alla Casa Bianca.
La decisione segue di pochi giorni la pubblicazione del libro di Michael Wolff ”Fire and fury” che attribuisce a Bannon giudizi durissimi sull’operato dell’entourage di Trump in ordine al Russiagate.
Secondo il New York Times, la ”dipartita” di Bannon è stata sollecitata da Rebekah Mercer, ascoltata sostenitrice del sito ultraconservatore.
Come sempre accade in casi del genere, è il momento degli elogi sperticati per chi va via. Come quelli di Larry Solov, ceo di Breitbart. “Steve è una parte preziosa della nostra eredità e saremo sempre grati per il suo contributo e per ciò che ci ha aiutato a realizzare”. Arrivato nel 2012 a capo del sito dopo la morte del fondatore Andrew Breitbart, Steve Bannon ha notevolmente contribuito a rendere la piattaforma di informazione molto seguita nell’ambito della parte più conservatrice dell’America.
Senza alcuna esperienza politica, Steve Bannon, 64 anni, è stato reclutato da Donald Trump per gestire la sua campagna presidenziale solo due mesi e mezzo prima del voto.
L’ex ufficiale di marina e banchiere ha contribuito a dare alla campagna di Trump l’ultima spinta che gli ha permesso di conquistare gli Stati chiave e vincere il voto della circoscrizione elettorale pur senza ottenere la maggioranza dei voti.
La sua permanenza alla Casa Bianca è durata appena otto mesi, periodo in cui sono ermerse insanabili diversità di strategia con Ivanka Trump, figlia del presidente, e suo marito, Jared Kushner, pure lui consigliere del presidente-suocero, ma anche con diversi esponenti del partito repubblicano.
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