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L'Egitto mette a morte 15 jihadisti, impiccagione di massa in due carceri

Erano accusati di avere ucciso dei militari ad un posto di blocco.

Sostenitrice egiziana dell'Isis
Sostenitrice egiziana dell'Isis

globalist Modifica articolo

26 Dicembre 2017 - 13.01


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Quindici miliziani jihadisti, accusati di avere partecipato ad un attacco armato nel 2013, contro una postazione dell’Esercito egiziano, nel Sinai, sono stati impiccati all’alba.
Le condanne capitali, secondo quanto reso noto dalle autorità egiziane, sono state eseguite nelle due carceri dove i quindici miliziani islamici si trovavano reclusi dopo che contro di loro era stata emessa la sentenza.

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Si è trattata della più grande esecuzione in Egitto dopo l’impiccagione, nel 2015, di cinque jihadisti, anch’essi accusati di attacchi armati.
Le impiccagioni arrivano una settimana dopo che l’Isis ha attaccato, con un missile anticarro, un elicottero in un aeroporto del nord della Penisola del Sinai, durante la visita dei ministri degli Interni e della Difesa.
I ministri sono rimasti incolumi nell’attacco, ma hanno perso la vita un aiutante del ministro della Difesa ed un pilota.

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