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La strage di Srebrenica, orrore senza fine: 8.372 vittime del genocidio

Mladic, il mostro di Srebrenica è stato condannato oggi all'ergastolo dal tribunale dell'Aja.

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Claudia Sarritzu

22 Novembre 2017 - 11.48


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Sono trascorsi 22 anni dal massacro di Serebrenica, migliaia di persone – bosniaci ma anche in tanti provenienti da altri Paesi – l’11 luglio scorso hanno raggiunto il cimitero-memoriale di Potocari, alle porte di Srebrenica, per rendere omaggio alle 8.372 vittime del genocidio compiuto nel 1995 dai serbo-bosniaci di Ratko Mladic, e per partecipare ai funerali di altre 71 vittime identificate nell’ultimo anno (in basso le immagini della cerimonia). Erano giunti a Potocari anche i 5.000 partecipanti alla Marcia della pace, che in tre giorni hanno percorso all’incontrario l’itinerario, attraverso i boschi, dei 15 mila uomini di Srebrenica in fuga verso Tuzla dopo la conquista di Srebrenica da parte delle truppe di Mladic.

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A Tuzla purtroppo 22 anni fa furono in pochi ad arrivare. Delle 71 vittime che sono state seppellite quest’anno, accanto alle 6.504 tombe esistenti, vi erano anche sette minorenni: il più giovane è Damir Suljic ucciso a soli 15 anni, mentre il più anziano è Alija Salihovic di 72 anni. Le 6.662 vittime del genocidio finora identificate col metodo del Dna, delle quali 233 per volere delle famiglie non sono sepolte a Potocari, sono state trovate in 81 fosse comuni di cui solo 8 sono cosiddette fosse ‘primarie’, mentre le altre sono fosse “secondarie”, dove cioè le vittime sono state trasferite nel tentativo di occultare le prove del massacro. Si cercano ancora i resti di 1.100 vittime del genocidio ufficialmente considerate ‘disperse’.

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Mladic, il mostro di Srebrenica è stato condannato oggi all’ergastolo dal tribunale dell’Aja. 

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La mattina del 12 luglio 1995 fu ripreso dal giornalista serbo Zoran Petrović mentre rassicurava la popolazione di Srebrenica (video). Mladic, circondato dai suoi miliziani, spiegava che a nessun abitante sarebbe stato fatto del male. Nel video era inclusa anche una breve intervista a Mladic in cui lui spiegava come i suoi uomini avessero portato in città cibo, acqua e medicine per la popolazione locale. Alla fine del video si vedeva Mladic parlare con un bambino musulmano di 12 anni: gli chiedeva di essere paziente e gli diceva che chi avesse voluto rimanere a Srebrenica avrebbe potuto farlo. In quel momento i suoi uomini avevano cominciato a radunare e uccidere tutti i maschi in età militare della città già da 24 ore, cioè dal pomeriggio dell’11 luglio. Nel giro di 72 ore più di ottomila bosniaci musulmani sarebbero stati uccisi nel peggior massacro avvenuto in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale

Mladic è stato riconosciuto colpevole di 10 degli 11 capi di accusa a suo carico, tra cui genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità.

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Vorremmo dire che giustizia è fatta, ma non esiste giustizia terrena che possa dare pace alle vittime di un massacro simile. 

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