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Marine Le Pen alle prese con il dopo-Philippot, caso chiuso e cancellato dalla memoria

La leader del Front national minimizza i contraccolpi delle dimissioni del suo vice e guarda ad una nuova generazione di frontisti

Marine Le Pen
Marine Le Pen

Diego Minuti Modifica articolo

24 Settembre 2017 - 08.06


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Mentre un’altra statista, in Germania, cerca il quarto mandato da cancelliere, Marine Le Pen deve confrontarsi, in questi giorni, con le inquietudini di un partito che si è ritrovato in un clima da ‘notte dei lunghi coltelli” che pensava appartenensse alle altre fformazioni politiche tradizionali. Ma il Front natiional e la sua crisi di identità sono un problema grosso per Marine Le Pen che deve riuscire nella difficile operazione di rimettere insieme i cocci di un movimento che ha perso, con la dipartita politica di Florian Philippot, la sua ala centrista, che pure tanta importanza aveva nei confronti di un elettorato che ha bisogno di trovare nel Front national dei leader che rassicurino anche i moderati.
Marine Le Pne dice di avere già dimenticato Philippot, che lui rappresenta il passato. Frasi fatte e scontate, che non raccontano che le dimissioni – chieste ed ottenute – del vicepredidente fanno mancare il cervello strategico del movimento ed anche quello che reggeva le file, complicate, della comunicazione.
Quasi a volere ridicolizzare la figura di Philippot, Marine Le Pen, già impegnata nel giro delle federazioni in preparazione del congresso di primavera, ha detto che ”un evento politico che finisce in 24 ore è un non-avvenimento”. Parole che mirano ad esorcizzare il problema – cioè il rapporto con l’elettorato moderato, che non si riesce a riconoscere nell’ala dura del Fn -, ma che sicuramente non lo cancellano.
”Nessuno è non rimpiazzabile – ha detto ancora la leader del Fronter nazionale -. Può essere che da questo avvenimento che nessuno ha voluto in seno al Fn (….) derivi un bene, l’emergere di nuovi quadri”.
Ecco, quindi, il punto della questione. Il Fn si ritrova a dovere fare i conti con la sua immagine, che ha bisogno di un ricambio generazionale senza che, all’orizzonte, si vedano facce muove con nuove idee. Nuovi protagonisti che incarnico la volontà dl partito, forse stufo di essere il polo della protesta senza riuscire a governare.
Certo, il Fronte nazionale ha portato la sua leader al ballottaggio per le presidenziali, ma era un particolare momento storico – la Francia, atterrita dal terrorismo islamico, reclamava sicurezza – che forse potrebbe non più rideterminarsi.

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