Povertà e emarginazione: non abbandonate i minatori del Kuzbass
Top

Povertà e emarginazione: non abbandonate i minatori del Kuzbass

La storia di Vera, madre di un lavoratore invalido al 100% dopo un incidente sul lavoro e che vive in miseria chiedendo giustizia per il figlio

Un appello per i minatori del Kuzbass
Un appello per i minatori del Kuzbass
Preroll

globalist Modifica articolo

23 Luglio 2017 - 15.17


ATF

“Mio figlio scese in miniera nel 2010… La fune metallica che doveva calarlo giù si spezzò… Lui precipitò, assieme ad altri compagni di lavoro… Si fratturò la colonna vertebrale in ben 7 punti…riportò anche un trauma cranico… È’ invalido al 100 per cento ma prende una pensione di 140 euro al mese…” Piazza Rossa, nella Mosca a due facce. Da una parte le grandi ricchezze degli oligarchi e i negozi scintillanti che ripropongono il meglio delle grandi marche che si possono trovare lungo i marciapiedi din Parigi, Londra, New York, Roma, dall’altra i segni della povertà.
La donna che parla del figlio con poco più di cento euro al mese di pensione di invalidità è Vera Shihova. La sua storia è stata raccolta dall’inviata del Giornale Radio Rai, Maria Magarik. Una piccola storia che racconta meglio di ogni altra analisi quel che è oggi la Russia, tra ruolo internazionale ritrovato, grazie a Putin, e realtà economica in forte difficoltà in vaste fasce di popolazione. E uscendo da Mosca la situazione è lampante in campagna. Torniamo al racconto di Vera. Lei da un anno viene tutti i giorni sulla Piazza Rossa. Si siede a due passi dal Cremlino mostrando un cartello su quale ha scritto: ” Non abbandonate i minatori del Kuzbass!”. I minatori, vecchia spina dorsale del Paese, oggi appaiono abbandonati. I lavoratori delle miniere sono in agitazione. Vera racconta il dramma dimenticato dei lavoratori di uno dei più grandi giacimenti del mondo, in Siberia occidentale. Tante le morti bianche in quella miniera. Nei casi più fortunati, le statistiche parlano di una salute rovinata con una pensione da fame e gli assegni sociali tagliati.
“Siamo condannati ad una morte lenta …”. Vera non riesce a trattenere le lacrime. “Le miniere chiudono….io ho scelto di lottare… Ma le autorità locali non mi rispondono… Qui, a Mosca, vengono spesi tanti soldi per abbellire la città , mentre la provincia tira la cinghia e viene tagliata la sanità. E il presidente non ci ascolta…” Vera sulla Piazza Rossa. Ci sarà anche domani e domani ancora.

Leggi anche:  Lavrov conferma una trattativa tra Russia e Usa per le liberazione di Gershkovich, accusato di spionaggio
Native

Articoli correlati