Niente banchi, sedie e lavagna: la scuola nella polvere dei rifugiati Rohingya
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Niente banchi, sedie e lavagna: la scuola nella polvere dei rifugiati Rohingya

Nella giornata mondiale del rifugiato una storia della minortanza musulmana del Myanmar perseguitata in patria e fuori

Una scuola dei rifugiati Rohingya in India
Una scuola dei rifugiati Rohingya in India
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20 Giugno 2017 - 14.35


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Non ci sono banchi, non ci sono pareti, non ci sono sedie e non c’è la lavagna. Stuoie in terra e qualche libro o quaderno.
Intorno polvere, fragili baracche dove vivere e tanta miseria.
Siamo a Jammu in India, in una “scuola” organizzata per i bambini rifugiati dell’etnia Rohingya.
A fronte della persecuzione che hanno subito e continuano a subire nel Myanmar (la Birmania) migliaia appartenenti alla minoranza musulmana del paese sono fuggiti in India negli ultimi anni.
Per loro non si intravede un futuro: nel loro paese sono discriminati; negli altri malamente tollerati e senza prosettive.
La giornata mondiale del rifugiato è un tentativo per far capire che drammi come questo ce ne sono tantissimi nel mondo.

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