Esercito più potente, frontiere chiuse: Donald Trump ha firmato al Pentagono un ordine esecutivo “per una grande ricostruzione dell’Esercito”. Contestualmente ha firmato un decreto per nuovi controlli sull’immigrazione per impedire ai terroristi islamici di entrare negli Usa: sospeso quindi il programma di ammissione dei rifugiati che dal 1980 ha permesso di accogliere circa 2,5 mln di persone. “Non abbiamo dimenticato l’11 settembre”, ha osservato. Per tre mesi non potranno entrare i cittadini di Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen.
Per quanto riguarda i profughi siriani, fuggiti a milioni dal conflitto in corso dal 2011 e di cui 18.000 sono stati già accolti, il decreto prevede che non possano più entrare, almeno fino a quando il presidente non avrà deciso che non rappresentano più una minaccia.
“Mentre prepariamo il budget per la difesa da presentare al Congresso (che ne sarà felice) – ha detto Trump – la nostra forza militare non sarà messa in discussione da nessuno così come la nostra dedizione per la pace. Vogliamo la pace”. Tenendo fede alla promessa fatta in campagna elettorale, il Commander in chief intende “rafforzare le forze armate degli Stati Uniti” con “nuovi aerei, nuove navi, nuove risorse e nuovi strumenti per i nostri uomini e donne in uniforme”.
Trump ha quindi annunciato controlli più stringenti per chi intende mettere piede nella nazione. L’intento è “proteggerla” dai terroristi stranieri. Visti e permessi più difficili per tutti. Compresi cittadini provenienti da paesi europei.
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