Yemen, ospedale sotto le bombe, 19 morti. Msf: non siamo un bersaglio
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Yemen, ospedale sotto le bombe, 19 morti. Msf: non siamo un bersaglio

La coalizione militare araba guidata dai sauditi ha colpito un ospedale da campo sostenuto da Medici senza frontiere.

Bombardamenti nello Yemen
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16 Agosto 2016 - 09.50


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Un ospedale di Medici senza frontiere è stato colpito in un bombardamento nello Yemen del nord e ci sarebbero 91 morti, tra cui un membro di Msf, e 24 feriti. L’organizzazione umanitaria ha precisato che l’ospedale si trova vicino a Saada, città-roccaforte dei ribelli sciiti Houthi dove pochi giorni fa i bombardamenti della coalizione a guida saudita avevano colpito una scuola affollata di bambini.
A colpire è stata l’alleanza araba che non si ferma davanti a niente, e mentre l’Occidente finge di non vedere, muoiono donne e bambini. ”Msf ha ricevuto oggi 21 feriti e dieci morti a Haydan a Saada. Tutti hanno meno di quindici anni”, aveva l’organizzazione sul proprio account ufficiale di Twitter due giorni fa. E puntuali sono arrivate le bombe anche sull’ospedale.

Con un tweet è stata proprio Msf a confermare che la loro struttura ad Abs, gestita da luglio 2015, ha subito un attacco e il personale medico sta assistendo i feriti. In questa struttura – scrive Msf nel successivo messaggio – sono state curate in questi 13 mesi 4.611 persone. E conia un hashtag che parla chiaro #NotAtarget (non siamo un obiettivo, ndr). “People in Yemen continue to be killed or injured while seeking medical care. This. Is. Unacceptable”.Scrive Cecilia Strada:
“Dati:
– una struttura sanitaria di Medici senza frontiere in Yemen è stata colpita da un bombardamento della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, 11 morti, e non è il primo ospedale colpito;

– un bombardamento su una scuola ha fatto dieci morti tra i bambini;
– l’Arabia Saudita compra bombe da un’azienda tedesca che le produce in Sardegna;
– la legge italiana 185/90 vieta vendita, esportazione e anche il transito di materiale bellico verso Paesi in guerra, che violano i diritti umani, e comunque in situazioni in contrasto con lo spirito della nostra Costituzione (sottolineo: anche il transito, perciò che l’azienda sia tedesca cambia poco).

Domanda: Governo italiano, va bene cosi? Continueremo a spedire bombe? E a fare affaroni con i sauditi, sì?”

 
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