La repressione non paga. E non pagano nemmeno le politiche ambigue nei confronti del terrorismo che hanno fatto aumentare il numero di attentati nel paese. Conseguenza è il crollo del turismo in Turchia, che non si arresta.
Nel mese di maggio, secondo i dati resi noti dal ministero del Turismo, il settore ha registrato un calo degli arrivi dall’estero del 34,7% rispetto allo stesso mese del 2015, a 2,4 milioni di visitatori stranieri. Una diminuzione così forte non si registrava dagli anni ’90. A pesare fortemente sul settore, strategico per l’economia turca, è il crollo di turisti russi, scesi del 92% su base annua per effetto della ‘guerra fredda’ dopo l’abbattimento a novembre del jet di Mosca al confine con la Siria. Nelle speranze di Ankara, la lettera di rammarico inviata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan al suo omologo russo Vladimir Putin, resa nota ieri, dovrebbe aprire la strada a una ricucitura dei rapporti.
Secondo gli operatori del settore, tuttavia, il ‘ritorno’ in Turchia dei russi non avverrà prima del prossimo anno. Pesante anche il calo di visitatori europei per i timori legati al terrorismo, con gli arrivi dalla Germania scesi del 31,5% e quelli dalla Gran Bretagna del 29,4%,. A picco anche le presenze italiane, scese del 56,2%, a 20.289 visitatori.
Repressione, crisi con la Russia e terrorismo: crolla il turismo in Turchia
Il settore ha registrato un calo del 34,7% degli arrivi dall'estero: pesa molto la rottura con Mosca
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28 Giugno 2016 - 17.08
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