Dal 2009 fino al 2013, anno in cui è scoppiata la crisi ucraina, la Fondazione Clinton ha ricevuto almeno 8,6 milioni dollari dalla “Viktor Pinchuk Foundation” che ha sede nella capitale Kiev. Nel 2008 il miliardario ucraino Viktor Pinchuk, che ha fatto fortuna nel settore delle condotte, ha promesso un finanziamento quinquennale di 29 milioni alla “Clinton Global Initiative”, che a sua volta ha concepito un programma per formare i futuri leader del Paese e “modernizzare l’Ucraina”. A rivelare l’esistenza di queste donazioni è il “Wall Street Journal“, che si è occupato di tutte le donazioni provenienti dall’estero ricevute dal fondo dell’ex presidente nel periodo 2009-2014.
Molte delle persone coinvolte nel programma fanno parte del Parlamento ucraino, mentre un ex sondaggista di Clinton è andato a lavorare come lobbista per Pinchuk nel periodo in cui Hillary Clinton determinala la politica del nel governo americano come segretario di Stato. Tra il 2009 e il 2013, ovvero lo stesso periodo in cui Hillary Clinton era in servizio , la sua Fondazione sembra aver ricevuto almeno 8,6 milioni di dollari dalla “Foundation Victor Pinchuk” , e questo colloca l’Ucraina come contributore leader tra i donatori stranieri all’organizzazione dell’ex presidente. L’elenco pubblicato dal giornale è lungo ed interessante: per ordine di contribuzione, i donatori stranieri sono Ucraina (10 milioni di dollari), Inghilterra ( 8,4),Arabia Saudita (7,3) Germania (6,7), Irlanda (6,5), India (5),Canada(4,5),Argentina (2), Emirati Arabi Uniti (1,4) e Cina (1.3).
La fondazione Pinchuk afferma che le sue donazioni all’organizzazione della famiglia Clinton sono state tese a rendere l’Ucraina “un Paese libero, moderno e di successo, sulla base dei valori europei” ,ma il giornale newyorkese commenta che se Pinchuk sperava di fare pressioni sul Dipartimento di Stato degli Stati Uniti riguardo all politica sull’Ucraina, “questa può essere vista tutt’altro che come una buona cosa”. I critici sottolineano alcuni aspetti inquietanti per quanto riguarda le donazioni, tra cui la coincidenza con la crisi ucraina (che ha avuto inizio nel novembre 2013), per non parlare delle massiccia quantità di donazioni in denaro fatte alla Fondazione Clinton da facoltosi uomini d’affari ucraini.
In ogni caso, dato che Hillary Clinton sembra considerare una possibile corsa alle prossime elezioni presidenziali, il su “staff” fa sapere che in futuro sarò esercitato un maggior controllo sui contributi volontari alla Fondazione che porta il suo nome . Rimane il fatto che lei era in servizio come segretario di Stato mentre arrivavanop i milioni di Pinchuk , e se è vero che la “Fondazione Clinton” ha rifiutato donazioni dirette da parte di governi stranieri, la porta è rimasta aperta ai contributi di cittadini pure con un ruolo pubblico come Pinchuk , il quale ha sostenuto per conto del suo governo legami più forti tra Ucraina e Unione europea .Le connessioni politiche della famiglia Pinchuk sono profonde, non solo Viktor Pinchuk ha servito per due mandati come parlamentare, ma sua moglie è la figlia dell’ex presidente ucraino, Leonid Kuchma.
Dopo essere stato presentato all’ex presidente degli Stati Uniti da Doug Schoen, un analista politico e sondaggista che ha lavorato per entrambi i Clinton, Pinchuk e sua moglie hanno iniziato a fare donazioni ad enti di beneficenza della famiglia. E non basta: durante il periodo di Hillary Clinton al Dipartimento di Stato, Schoen ha iniziato a lavorare come lobbista del Congresso per l’oligarca ucraino.
Schoen difende le sue attività di lobbying, dicendo che non c’era alcun collegamento tra il suo lavoro e le forti donazioni di Pinchuk “noi non abbiamo cercato di usare leve finanziarie, collegamenti o cose del genere per attività relative alla fondazione,” ha detto, aggiungendo che lui e Viktor Pinchuk si sono incontrati a più riprese con gli aiutanti di Clinton ,compresa Melanne Verveer, un ucraino-americana che fa parte dell’ influente “Council on Foreign Relations”, così come della Commissione Trilaterale .
Lo scopo di questi incontri, secondo Schoen, era quello di incoraggiare il governo degli Stati Uniti a fare pressioni sull’allora presidente ucraino, Viktor Yanukovich, per ottenere il rilascio di Yulia Tymoshenko, suo avversario politico che si trovava in carcere.
Quale che sia l’interpretazione più corretta, l’Ucraina entrò in una fase di grave crisi il 21 novembre 2013, quando Yanukovich sospese i piani per l’attuazione di un accordo di associazione con l’Unione europea. L’annuncio innescò proteste di massa che portarono alla fuga du Yanukovich da Kiev il 22 febbraio dell’anno successivo,e da allora i disordini sociali e poi la guerra civile hanno distrutto il Paese e la parte orientale ha tentato di ottenere autonomia da Kiev.