La destra danese ha una idea: aiuti di Stato a chi rinnega l’Islam
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La destra danese ha una idea: aiuti di Stato a chi rinnega l’Islam

In Danimarca idea balzana di un partito della destra: se un maomettano vorrà rinunciare alla sua fede, lo Stato dovrebbe aiutarlo attraverso centri specializzati.

La destra danese ha una idea: aiuti di Stato a chi rinnega l’Islam
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20 Marzo 2015 - 19.21


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Pur di combattere la diffusione dell’Islam uno dei più antichi Stati d’Europa dovrebbe rinunciare a quei principi di libertà che lo hanno fatto grande: questo almeno è quanto sostiene un partito della destra danese che ha fatto della lotta all’immigrazione la sua bandiera. La proposta dovrebbe rappresentare una bizzarra soluzione per ridurre l’espansione della religione islamica: chi volesse rinunciare a questa fede potrebbe trovare il supporto di una struttura statale che lo aiuti a convertirsi ad a superare il timore di reazioni da parte dei correligionari (e dopo, perché no, ottenere più facilmente un permesso di lavoro).

L’idea viene lanciata dal “DF”, o Partito popolare di Danimarca, un nutrito gruppo di opposizione che secondo un recente sondaggio alle prossime elezioni potrebbe raggiungere il 19,6 per cento e finora, interpretando le paure di buona parte della popolazione, si è distinto essenzialmente per la crociata condotta contro gli immigrati di qualunque razza e colore.

“Abbiamo visto molti esempi di persone che vogliono lasciare l’Islam, ma che per questo vivono momenti difficili o non trovano il coraggio di farlo perché temono ritorsioni da parte di alcuni gruppi all’interno delle comunità musulmane di Danimarca. Questo è un modo in cui possiamo intervenire cominciando a fare qualcosa al riguardo “,dice il portavoce del settore immigrazione del DF, Martin Henriksen.

Henriksen tiene a sottolineare che il programma non sarebbe aggressivo e punterebbe soltanto ad offrire aiuto a chi ne facesse richiesta :”Molti immigrati vivono una doppia vita, perché non osano lasciare la religione – argomenta lui – e nessuno pensa di offrire direttamente una via d’uscita ai singoli musulmani , anzi ciascuno di loro dovrebbe prendere la decisione da sé, però se decide di non voler più essere un seguace di Maometto allora dovrebbe avere un posto in cui andare per trovare supporto.Una delle grandi sfide del nostro tempo è la minaccia rappresentata dall’ islamismo e la pressione sui diritti di libertà che questo credo ha accumulato nel corso di molti anni”.

Per quanto assurda sia, l’idea di un tale programma ha trovato immediato supporto anche da parte di “Venstre”, il principale partito di opposizione di Danimarca. “Dobbiamo aiutare i giovani che sono stati costretti in maniera repressiva a rimanere in un ambiente di cui non si sentono più parte, ed è proprio in questo tipo di situazioni che il potere dello Stato può intervenire per dar e un aiuto alle persone – incalza Martin Geertsen portavoce della formazione di destra – adesso non resta che trovare i fondi per avviare questa iniziativa”.

Dalla coalizione di governo la risposta è secca: civiltà e legge costituzionale impongono che lo Stato danese mantenga le distanze dalle questioni religiose, e dunque socialdemocratici e liberali sociali liquidano la proposta di Henriksen come “grottesca” , oppure semplicemente “non-danese”. “ In questo Paese abbiamo da molto tempo libertà di religione, e questo significa che i politici non dovrebbero dichiarare una fede migliore o peggiore di un’altra. Prendere iniziative speciali che si rivolgano a particolari religioni è molto poco danese” dice l’esponente dei socialdemocratici Trine Bramsen . Questo genere di obiezioni non riesce però a smontare le certezze di un gruppo abituato ad agire per le spicce : in tempi recenti, il DF aveva sostenuto perfino l’idea di proiettare nelle scuole elementari cartoni animati con lezioni sulla storia di Maometto e le storture della religione professata in suo nome , oltre che rendere obbligatorio lo studio della vicenda della rivista “Charlie Hebdo” e delle conseguenze causate dalla strage di Parigi.

Infine, la destra insiste anche perché nelle scuole si introdotta l’ora di religione, anche se non ci capisce bene quale. La monarchia costituzionale danese ed il suo Parlamento hanno sancito infatti come religione ufficiale di Stato quella evangelico-luterana della cosiddetta “Chiesa di Danimarca”, ma nello stesso tempo lo Stato garantisce libertà di culto, e sotto questo aspetto l’idea del partito anti immigrazione contraddice in pieno ai precetti costituzionali.

Fonte: Politiken

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