Ucraina, strage di civili a Donetsk
Top

Ucraina, strage di civili a Donetsk

Il governo di Kiev da una parte rinvia le trattative dall'altra riprende i bombardamenti contro i civili: la Ue tace mentre la Russia prepara un elenco di indesiderabili.

Ucraina, strage di civili a Donetsk
Preroll

redazione Modifica articolo

22 Gennaio 2015 - 11.06


ATF

In Ucraina l’esercito governativo ha iniziato la quarta ondata di mobilitazione ed i bombardamenti su Donesk sono ricominciati con nuove uccisioni di civili,fra cui diversi bambini. Mentre in apparenza rimane pronta a trattare, Kiev torna all’attacco con una mossa in aperto in contrasto con gli accordi di Minsk sul graduale regolamento del conflitto , e conduce all’ultetriore innalzamento della tensione. In sostanza Kiev sta annunciando la sua intenzione di continuare la guerrae risolvere la crisi con mezzi militari
I riservisti ucraini sono stati chiamati alle armi, la mobilitazione riguarda i maschi di età compresa tra i 25 e i 50 anni, ma anche parecchie donne e la reticenza al servizio militare sarà punità con pene fino a 5 anni di carcere. Nonostante che il Paese non sia ufficialmente in stato di guerra, i suoi cittadini in età attiva vengono mandati in caserma e intanto l’ Unione europea continua a fissare riunioni che il governo ucraino fa fallire.

Secondo il politologo Pavel Danilin, direttore del Centro di analisi politica di Mosca, Kiev sta cercando di raggiungere alcuni obiettivi: “La mobilitazione – dice – è un modo per tenere insieme i giovani attivi che altrimenti potrebbero finire nelle file di “Settore destro” o in altre strutture estremistiche, costituendo così una minaccia per il presidente Poroshenko. Credo che questo sia uno degli scopi principali scopi, mentre la presa di Donesk e Lugansk rappresenta solo il secondo obiettivo della mobilitazione”.

Leggi anche:  Odessa chiama l’Europa: i nodi politici italiani di fronte alla resistenza contro l’invasione russa

Il ministero della Difesa ucraino cerca di tranquillizzare l’opinione pubblica: nessuno dei riservisti sarà inviato in trincea, tutti invece seguiranno un corso di addestramento di due mesi e soltanto dopo potrebbero partecipare ai combattimenti. Tuttavia migliaia di famiglie ucraine diffidano da queste promesse, dall’inizio dell’anno questa è già la quarta ondata di mobilitazione e dopo le prime tre non tutti i riservisti sono tornati a casa, sebbene fosse stato promesso loro di fare soltanto un corso di addestramento. In realtà dopo un paio di settimane sono stati spediti al fronte come carne da cannone ed oggi la popolazione dell’Ucraina è molto preoccupata anche perchè con la crisi, molti sono rimastri senza lavoro,

Gli esperti hanno una visione più ampia: in questo momento tutti gli sforzi della comunità internazionale sono diretti verso l’allentamento della tensione nell’Est dell’Ucraina per trovare vie che possano portare al regolamento del conflitto tra Kiev e Donbass. Sullo sfondo della tregua annunciata ufficialmente, anche se in realtà mai rispettata, la nuova mobilitazione sembra piuttosto un atto di aggressione da parte delle autorità ucraine, che con questo comportamento rinnegano gli accordi stati raggiunti tra Kiev e il Donbass con la mediazione dei Paesi europei e approvati dal Segretario generale dell’ONU.

Leggi anche:  “Scava trincee” Zelensky sta infrangendo i codici diplomatici 

A sottolinearlo è ancora Pavel Danilin: “La mobilitazione non s’inquadra in nessun modo negli accordi di Minsk, ma da un po’ di tempo i politici ucraini non pensano più agli accordi. Il bilancio dell’Ucraina, per esempio, non prevede stanziamenti per il pagamento del debito nei confronti della Russia, eppure nel 2015 il Paese deve versare a Mosca 3 miliardi di dollari”.

La settimana scorsa, parlando nella piazza centrale di Kiev, il presidente Poroshenko ha promesso di vendicarsi contro le milizie del Donbass, nel contempo sta esortando i Paesi europei e le organizzazioni internazionali a organizzare quanto prima incontri per risolvere la situazione nell’Est, ma anche il decreto sulla mobilitazione è stato firmato da Poroshenko, e dimostra bene a quale tipo di regolamento Kiev stia aspirando.

Intanto in attesa che l’ Unione europea faccia conoscere le proprie decisioni sulle sanzioni economiche, Mosca non esclude l’ipotesi di inviare a Bruxelles una lista delle persone alle quali è vietato l’ingresso nel Paese, anche se in questo momento tale passo sarebbe prematuro, fa sapere una fonte del Ministero degli Esteri a Mosca.

Leggi anche:  Odessa chiama l’Europa: i nodi politici italiani di fronte alla resistenza contro l’invasione russa

In marzo dell’anno scorso l’Unione Europea ha introdotto le prime sanzioni individuali contro i cittadini russi che Bruxrelles riteneva responsabili della violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Da allora l’elenco è stato ampliato e attualmente comprende più di 100 nomi, tra cui imprenditori e rappresentanti delle autorità della Russia e dirigenti delle milizie dell’Est dell’Ucraina.

Native

Articoli correlati