Dopo i raid aerei effettuati a inizio settimana dalla coalizione anti-Isis, si allenta l’assedio dei jihadisti su Kobane, la cittadina siriana a maggioranza curda a ridosso del confine turco sotto assedio dei combattenti islamici da settembre scorso. Secondo quanto riferito oggi dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), le milizie curde, alleate della coalizione, nelle ultime 24 ore sono riuscite ad avanzare nel centro cittadino e nei sobborghi occidentali della cittadina. Intensi combattimenti proseguono però nella parte sud e orientale della città, dove l’Isis non sembra cedere.
Mentre dalla Russia arriva una dichiarazione di Putin in appoggio alla Siria: “La Russia continuerà ad aiutare i governi di Siria, Iraq e altri Paesi dell’area a contrastare gli estremisti”. Parole del presidente Vladimir Putin intervistato dall’agenzia Anadolu alla vigilia della sua visita ad Ankara, in Turchia, il prossimo primo dicembre. Un chiaro messaggio di sostegno all’alleato Bashar al Assad, che si scontra però con le linee guida della coalizione e soprattutto con la posizione anti-siriana dell’America e del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che da tempo chiede la resa politica del presidente siriano come obiettivo da perseguire parallelamente alla lotta ai jihadisti dell’Isis.
Ma Putin tira dritto: “Siamo pienamente consapevoli del fardello imposto alla Turchia dal violento conflitto in corso nei Paesi confinanti – e punta il dito contro l’Occidente, Usa in primis – il principale rischio di ulteriore aggravamento della situazione deriva dalle attività del cosiddetto Stato Islamico e di altri gruppi radicali che un tempo erano attivamente al servizio di Paesi occidentali, che hanno flirtato con loro e li hanno incoraggiati”.