La coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti ha condotto nel pomerigigo due raid aerei contro le posizioni degli jihadisti a Kobane, città siriana al confine con la Turchia. Lo ha constatato un giornalista di France Presse sul posto.
Gli attacchi erano diretti contro dei bersagli situati dentro Kobane, mentre i combattenti dello Stato Islamico (Isis) hanno preso il controllo del quartiere generale dei combattenti curdi (o peshmerga) e controlla il 40% della città.
Secondo quanto ha riportato Rami Abdurrahman, direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, oltre 500 persone sono state uccise nella città e nei suoi dintorni da quando sono cominciati i raid aerei. L’attivista ha inoltre spiegato che i militanti hanno chiesto rinforzi per prendere il controllo della città siriana della loro roccaforte sul confine, Jarablous, dalla città di Manbij e dalla provincia di Aleppo.
In precedenza, durante un’intervista rilasciata al canale in lingua araba dell’emittente France 24, Abdurrahman si è lamentato del fatto che i raid della colazione non riescono a fermare le forniture di armi ai jihadisti che provengono da Raqqa, roccaforte del Califfato.