Ultimatum dei filorussi: Kiev ha 24 ore per lasciare i territori ad Est
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Ultimatum dei filorussi: Kiev ha 24 ore per lasciare i territori ad Est

Il vice comandante delle milizie del Donbass ha minacciato che altrimenti verranno attaccati i checkpoint in mano alle truppe di Kiev.

Ultimatum dei filorussi: Kiev ha 24 ore per lasciare i territori ad Est
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15 Maggio 2014 - 09.12


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Le forze di autodifesa filorusse del Donbass hanno dato a mezzanotte un ultimatum di 24 ore per il ritiro dell’esercito ucraino dall’autoproclamata repubblica di Donetsk. Lo ha annunciato a Ria Novosti Serghiei Zdriliuk, vice comandante delle milizie del Donbass, minacciando altrimenti l’attacco dei checkpoint in mano alle truppe di Kiev.

«Se i veicoli corazzati non saranno ritirati e i blocchi stradali delle cosiddette autorità non saranno rimossi, avrò sufficiente potere e mezzi, il comandante mi sostiene oggi, per distruggere e bruciare qualsiasi cosa. Gruppi di ricognizione e di sabotaggio sono pronti a muoversi a alcuni sono già in posizione», ha detto Zdriliuk.

Intanto Viaceslav Ponomariov, sindaco popolare di Sloviansk, roccaforte degli insorti filorussi, ha reso noto che in scontri avvenuti ieri sera nei pressi di Sloviansk e Kramatorsk, nella regione ucraina orientale di Donetsk, ci sono state 11 vittime e 24 feriti tra le forze ucraine, mentre le milizie locali hanno registrato un morto. Il ministro della difesa ucraino ha confermato gli scontri a Kramatorsk ma ha negato vittime tra i soldati ucraini, ammettendo solo alcuni feriti.

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Le major europee del gas evitano le sanzioni all’ad di Gazprom – Il nome di Alexiei Miller, l’ad di Gazprom, sarebbe stato tolto dalla bozza dell’ultima lista delle sanzioni europee in seguito alle pressioni di compagnie energetiche tedesche, francesi e italiane. Lo sostiene l’autorevole quotidiano economico Vedomosti citando anonimamente un rappresentante di una società del gas europea e un banchiere vicino ai dirigenti delle compagnie del gas e del petrolio russe ed europeee.

L’attività di lobby è stata spiegata con il timore che l’eventuale sanzione personale potesse ostacolare la cooperazione con Gazprom, limitando la libertà di circolazione di Miller in Europa.

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