I recenti anti di vandalismo anticristiani “avvelenano l’atmosfera di coesistenza e cooperazione, in particolare a due settimane dalla visita di papa Francesco”, prevista dal 24 al 26 maggio. Lo ha detto il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, la più alta autorità cattolica in Terra Santa.
“Non abbiamo paura, il pontefice non ha paura e gli apparati di sicurezza dei tre paesi che si appresta a visitare funzionano. E poi – ha aggiunto Twal riferendosi alla prossima visita del papa – c’è anche la protezione divina”.
Twal ha poi denunciato l’atto vandalico contro una Chiesa, imbrattata, verniciata e due giorni dopo imbrattata di nuovo: il patriarca vuole sapere perché il governo israeliano non abbia ancora catturato i vandali responsabili dell’atto. Quello della Chiesa è solo l’ultimo di molti episodi simili, per cui sono sospettati alcuni ebrei ultraortodossi. “Il governo israeliano deve preoccuparsi, questi atti hanno una cattiva influenza sull’immagine di Israele all’estero”, ha detto Twal.
Intanto il procuratore generale dello Stato Yehuda Weinstein ha chiarito che in “speciali e particolari violazioni di legge, dove ci sia notizia ed evidenza amministrativa di coinvolgimento in crimini di odio, è consentito trattenere sospetti per un periodo esteso sotto detenzione amministrativa senza processo”. Un strumento – quello della detenzione amministrativa – invocato dal ministro della sicurezza pubblica Yitzhak Ahoronovich e anche dal ministro della giustizia Tizpi Livni secondo il concetto che gli atti degli autori dei ‘price tag’ sono “terrorismo”.