Prosegue l’operazione militare contro i filorussi nel sud-est dell’Ucraina. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno di Kiev, Arsen Avakov. «I terroristi (così il governo di Kiev definisce gli insorti, ndr) hanno interesse a stare sul chi vive 24 ore su 24 – ha detto Avakov -, la popolazione pacifica non ha nulla da temere». Nella notte le forze ucraine hanno riconquistato il municipio di Mariupol, e in mattinata sono entrate a Sloviansk, da un paio di settimane roccaforte dei filorussi, in un’operazione in cui sarebbero rimasti uccisi fino a sette “insorti”.
Intanto un elicottero militare ucraino Mi-8 è esploso in volo dopo essere stato colpito da armi da fuoco all’aerodromo di Kramatorsk, in Ucraina orientale. Lo fanno sapere alcuni media locali, tra cui l’agenzia Unian, secondo cui l’elicottero sarebbe stato colpito subito dopo il decollo e il pilota sarebbe riuscito a mettersi in salvo saltando giù.
Stando alla testata Novosti Kramatorska, si sono sentite due esplosioni all’aerodromo della città, che sarebbe circondato da uomini armati, e dove – secondo alcune fonti – un elicottero è esploso al momento del decollo perchè colpito da armi da fuoco.
L’ambasciatore russo all’Onu, Vitali Ciurkin, ha detto oggi che la crisi in Ucraina permette alla Russia di inviare sul posto i propri ‘peacekeeper’ secondo il diritto internazionale. L’articolo 51 della Carta dell’Onu «prevede l’autodifesa e noi – ha aggiunto – lo abbiamo applicato nel conflitto nel Caucaso nel 2008».
Intanto un’esplosione a un posto di controllo vicino a Odessa – nell’Ucraina meridionale – ha ferito sette persone, tra cui un poliziotto. Lo fa sapere l’agenzia Interfax. Secondo alcuni testimoni, una bomba a frammentazione sarebbe stata lanciata da un’auto di passaggio verso le 4 del mattino. I feriti, ricoverati in ospedale, non sarebbero comunque in pericolo di vita. Il posto di controllo era organizzato dalla polizia assieme ai militanti filogovernativi di Maidan.
Lavrov: Kiev pagherà per questo delitto sanguinoso – L’operazione militare contro gli insorti e i miliziani filorussi dell’Ucraina sud-orientale è un «delitto sanguinoso» del quale le autorità di Kiev «risponderanno in futuro». Lo ha affermato il ministro degli Esteri di Mosca, Serghiei Lavrov. Ha aggiunto: la Russia «vuole fermamente favorire una de-escalation» della crisi in Ucraina sulla base dell’accordo di Ginevra, «ma non ci possono essere richieste unilaterali» in tal senso. Lavrov ha poi precisato che l’intesa «prevede un processo simultaneo e obblighi paritari» di Kiev e degli insorti filorussi dell’Ucraina sud-orientale.
Putin: è un crimine contro il proprio popolo – Il premier russo Vladimir Putin ha minacciato «conseguenze» e ha subito definito l’azione del governo filo-occidentale ucraino «un crimine molto grave contro il proprio popolo».