Soldati di Kiev si arrendono ai filorussi
Top

Soldati di Kiev si arrendono ai filorussi

Rafforzata la presenza in Europa orientale, nei paesi baltici e in Polonia. La situazione nell'est del Paese rischia di precipitare. Domani vertice a Ginevra.

Soldati di Kiev si arrendono ai filorussi
Preroll

Desk2 Modifica articolo

16 Aprile 2014 - 16.03


ATF

Cresce di ora in ora la tesnione tra Kiev e i separatisti filorussi e la Nato rafforza le proprie linee in Europa Orientale. “Abbiamo preso nuove misure per rispondere alla crisi ucraina”: così il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha illustrato le mosse dell’Alleanza atlantica al termine del Consiglio. Rasmussen ha spiegato che saranno rafforzati i “dispiegamenti via terra, aria e mare”.

“Pensiamo che a questo punto questi passi militari siano necessari per garantire la difesa collettiva dell’Alleanza – ha osservato il segretario generale – ma detto questo, continuiamo a sperare che le discussioni di domani a Ginevra possano preparare il terreno alla soluzione politica della crisi”. Con questa decisione, ha aggiunto, “siamo in linea con i nostri impegni” e con lo scopo della Nato, quello di “proteggere gli alleati e difenderli da ogni minaccia esterna”.

Rasmussen non ha voluto precisare quelli che ha definito “dettagli operativi”, come il numero dei soldati e dei mezzi che saranno schierati, dicendo però che saranno “abbastanza per essere pronti alla difesa o anche a qualche cosa di più se sarà necessario”. I 28 Paesi dell’Alleanza avevano già sospeso la maggior parte della cooperazione e dei colloqui con Mosca, rinforzando i pattugliamenti aerei sui confini orientali e attuando voli degli aerei Awacs su Polonia e Romania.

Domani vertice a Ginevra – Intanto l’Europa manifesta preoccupazione crescente. Gli sviluppi in Ucraina orientale rischiano di “innescare una spirale incontrollabile” ha detto il Commissario Ue per l’allargamento, Stefan Fule. Domani ci sarà un vertice cruciale e importantissimo a Ginevra cui parteciperano Russia, Stati Uniti, Unione europea e Ucraina.

Barroso: pace europea non è scontata – La pace e la stabilità in Europa non deve “mai, ripeto mai essere data per scontata”: il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, in un suo intervento davanti al Parlamento in sessione plenaria a Strasburgo, ha ricordato le lezioni che si possono ancora trarre a 100 anni dall’inizio della prima guerra mondiale e riferendosi alla situazione in Ucraina ha aggiunto che “c’è bisogno di difendere l’Europa, di difendere la pace e la stabilità in Europa”. Infatti, ha aggiunto, “ora che alcuni dei nostri vecchi demoni si stanno risvegliando, non dobbiamo dimenticare che chi difende l’ultranazionalismo e la xenofobia sta anche attaccando l’Unione europea e i valori che ci sono cari”.

Leggi anche:  Odessa chiama l’Europa: i nodi politici italiani di fronte alla resistenza contro l’invasione russa

La situazione nell’est dell’Ucraina rischia di precipitare – Questa mattina il vicepremier ucraino, Vitali Iarema, responsabile per le forze dell’ordine, aveva denunciato la presenza a Sloviansk e Kramatorsk, nella regione orientale di Donetsk, di paracadutisti del 45esimo reggimento delle truppe aviotrasportate russe di stanza vicino a Mosca. “Quindi tutte le parole di Putin e di Lavrov sull’assenza di truppe russe sono tutte bugie”, ha commentato, citato dall’agenzia ucraina Unian.

Intanto il giornale locale online “Novosti Kramatorska” ha riferito che blindati ucraini sono giunti nelle strade di Kramatorsk, nella regione orientale ucraina di Donetsk. Alcuni abitanti stanno tentando di ostacolare il passaggio dei mezzi. Circa 300 i militari ucraini arrivati. Anche cinque blindati con bandiere russe sono arrivati da Stari Gorad a Kramatorsk e sono diretti a Sloviansk. Ci sono a bordo uomini armati, senza insegne.

I media locali riferiscono che uomini armati di mitra e fucili hanno occupato il municipio di Donetsk, capoluogo dell’omonima regione dell’Ucraina orientale. L’obiettivo del blitz, hanno spiegato, è quello di ottenere un referendum sullo status della regione. I gruppi armati filorussi nell’est dell’Ucraina hanno ricevuto l’ordine di «sparare per uccidere» sui militari ucraini: lo affermano in una nota i servizi segreti ucraini citando alcune conversazioni telefoniche intercettate tra presunti sabotatori russi e ufficiali del servizi segreti militari russi.

Due militari di Kiev rapiti da uomini armati – Due militari ucraini sono stati presi in ostaggio da terroristi armati nella regione di Lugansk, a Krasni Luch. Lo riferisce il ministero della Difesa ucraino. Si tratta di un ufficiale e di un soldato di leva, catturati mentre stavano riparando l’auto su cui viaggiavano. Secondo il giornale on line Ostrov, l’episodio risale a martedì sera.

Leggi anche:  “Scava trincee” Zelensky sta infrangendo i codici diplomatici 

Repubblica popolare di Odessa – I militanti filorussi hanno proclamato la nascita della Repubblica popolare di Odessa, regione nel sud dell’Ucraina. In un comunicato, i militanti hanno scritto: “a partire da oggi la regione di Odessa si dichiara Repubblica popolare di Odessa, dove tutto il potere appartiene solo al popolo che vive nel suo territorio”.

Premier ucraino: “La Russia costruisce nuovo muro Berlino” – “I nostri vicini russi hanno deciso di costruire un nuovo muro di Berlino e vogliono tornare ai tempi della guerra fredda”: lo ha detto il premier ucraino, Arseni Iatseniuk, durante una riunione del governo. Il premier ha poi accusato Putin di “sostenere i terroristi” nell’Est del Paese. “Sembra che in Russia sia apparsa una nuova merce da esportare: il terrorismo”, ha accusato durante una riunione del governo.

Lavrov: nessuno minacci uso della forza – Il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov ha confermato che l’incontro di domani a Ginevra tra Usa, Russia, Ue e Ucraina resta in agenda ma ha ammonito che qualsiasi uso della forza contro i filorussi deve cessare.

[url”Tweet razzista contro Obama, Aksionov: vada allo zoo”]http://www.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=56998&typeb=0[/url]

Putin: siamo a un passo dalla guerra civile – La Russia insiste: l’Ucraina è “sull’orlo della guerra civile”. Lo ha ribadito Vladimir Putin nella telefonata avuta ieri sera con Angela Merkel. Putin – precisa il Cremlino – “ha rimarcato che la brutale escalation del conflitto” imputata al blitz militare di Kiev nell’est russofono “ha portato il Paese sull’orlo della guerra civile”.

Leggi anche:  Kholodomor: il freddo come arma russa per piegare l’Ucraina mentre Kiev resiste ancora

Al telefono con Merkel, Putin ha comunque convenuto con la cancelliera tedesca (in vacanza in questi giorni a Ischia) nel “sottolineare l’importanza” dell’incontro a 4 Russia-Usa-Ue-Ucraina in programma a Ginevra giovedì. Iniziativa che il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov aveva messo in dubbio dopo le prime notizie sull’azione militare di Kiev nell’est, ma da cui Mosca non si è poi ritirata.

Il presidente russo non ha poi esitato a denunciare “il ricorso incostituzionale alla forza contro le manifestazioni pacifiche” dei russofoni da parte delle autorità salite al potere a Kiev sull’onda della recente rivolta di Maidan, prosegue il Cremlino, aggiungendo che, nel colloquio con Merkel, Putin ha parlato anche della necessità di stabilizzare l’economia ucraina e della continuità delle forniture di gas russo all’Europa.

Putin ha parlato anche con il premier israeliano Benyamin Netanyahu, tornando a definire “inaccettabile” l’uso della forza contro le proteste in Ucraina sud-orientale e “ha messo l’accento sul fatto che questa escalation brutale è il frutto delle politiche irresponsabili di Kiev: che ha ignorato diritti e interessi legali degli abitanti russofoni del Paese”.

I soldati di Kiev depongono le armi

I militari di una colonna ucraina bloccata dai manifestanti filorussi a Kramatorsk, nell’est del Paese, hanno deposto le armi prima di fare marcia indietro. Scene analoghe nella vicina Slaviansk, dove 300 soldati si sarebbero arresi, secondo fonti filorusse citate da Interfax. “Bravi, bravi” avrebbe gridato la folla. I soldati ucraini a Kramatorsk stanno dunque cominciando a rendere inoffensive le loro armi su richiesta di centinaia di filorussi che hanno circondato i loro blindati. Lo ha riferito un cronista della France Press presente sul posto, spiegando che i militari di Kiev stanno consegnando al leader dei filorussi i caricatori dei loro fucili dietro la promessa che sarà loro consentito di rimanere all’interno dei veicoli.

Native

Articoli correlati