La situazione nell’est dell’Ucraina è sempre più esplosiva e le tensioni tra Kiev e Mosca crescono di ora in ora. È scaduto l’ultimatum presentato dal presidente ad interim ucraino, Oleksander Turcinov, ai separatisti filorussi perché depongano le armi e abbandonino gli edifici pubblici assediati da giorni.
A Donetsk scatta il regime antiterrorismo – Intanto il governatore di Donetsk, Serghiei Taruta, un oligarca locale nominato recentemente dalle nuove autorità di Kiev, ha annunciato l’introduzione del regime antiterroristico, in relazione all’operazione minacciata ieri da Kiev allo scadere stamane dell’ultimatum ai filorussi che hanno occupato vari edifici pubblici nell’Ucraina dell’est.
«La decisione di applicare il regime di un’operazione antiterroristica è diretta a difendere la pace e l’ordine nella nostra regione», ha spiegato, dopo la scadenza del secondo ultimatum lanciato ieri da Kiev. «Sono terroristi le persone armate, aggressive e fanatiche che ci tolgono oggi la pace e l’ordine. Noi non permetteremo loro di sentirsi padroni della nostra terra».
Vertice d’emergenza all’Onu – Intanto nella notte è andato in scena l’ennesimo durissimo braccio di ferro tra Russia e Occidente nel corso della riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza sull’ex repubblica sovietica che si è svolta al Palazzo di Vetro di New York. Secondo il vice segretario generale Onu per gli affari politici, Oscar Fernandez Taranco, “la situazione in Ucraina è più esplosiva che mai”. La Russia, ha aggiunto, “fronteggia il rischio di un allargamento della crisi ucraina”.
All’Onu, l’ambasciatore britannico alle Nazioni Unite, Mark Lyall Grant ha detto che, mentre a Sloviansk, nella zona orientale dello Stato, le truppe di Kiev fronteggiano i filorussi, la Russia ha ammassato decine di migliaia di unità militari vicino al confine con l’Ucraina, truppe che vanno a sommarsi ai 25mila uomini stanziati in Crimea. «Le immagini satellitari indicano la presenza di un numero compreso tra i 35mila ed i 40mila militari nei pressi del confine con l’Ucraina muniti di tank, artiglieria ed unità di supporto logistico», ha affermato. «Questo – ha concluso – in aggiunta ai 25mila soldati che Mosca ha stanziato illegalmente in Crimea».
Il diplomatico ha poi accusato Mosca di rendersi responsabile di aggressioni ed intimidazioni «simili al secolo scorso». L’incontro a New York è stato convocato di fronte all’aggravarsi della crisi nella parte orientale del paese e dopo che il presidente ucraino, Oleksander Turchinov, ha dato tempo fino alle 8 di questa mattina ora italiana ai ribelli filorussi che hanno occupato edifici pubblici nella parte orientale del paese per deporre le armi. «Il Consiglio di Sicurezza e Difesa ha deciso di condurre un’operazione antiterroristica su larga scala che coinvolgerà le forze armate ucraine», ha dichiarato in un intervento alla nazione.
«Nell’est dell’Ucraina non ci sono gruppi di manifestanti pacifici, come la Russia sta cercando di far credere, ma ci sono gruppi di terroristi». Queste le parole dell’ambasciatore Yuriy Sergeyev, rappresentante permanente di Kiev al Palazzo di Vetro. «Nell’area orientale del Paese vengono applicate le stesse tecniche state usate in Crimea, ma non lasceremo che si ripeta lo stesso scenario», ha aggiunto, reiterando la parola terrorismo in relazione alle operazioni ordinate da Mosca.
Usa: i media russi diffondo notizie da fiction – È arrivata poi la denuncia dell’ambasciatrice americana Samantha Power: «I media russi stanno diffondendo notizie da fiction sulla situazione in Ucraina, dobbiamo tornare a focalizzarci sui fatti». «Siamo bombardati dalla propaganda mentre il popolo ucraino si confronta con la violenza», ha aggiunto ribadendo che gli Usa sono «schierati» con l’ex repubblica sovietica.
Power ha precisato come gli Stati Uniti sostengano «il principio fondamentale che il futuro dell’Ucraina deve essere determinato dal popolo ucraino». L’ambasciatrice americana ha affermato che lunedì sarà ultimato l’impegno al finanziamento di aiuti di un miliardo di dollari all’Ucraina per mezzo del Fondo Monetario Internazionale, con il quale il Paese dovrà far fronte agli impegni di spesa con la Russia per le forniture di gas naturale.
Cina: profonda preoccupazione per la crisi ucraina – Al Palazzo di Vetro è arrivato anche il monito del delegato di Pechino: «La Cina è profondamente preoccupata per la situazione in corso in Ucraina e rinnova l’invito a trovare una soluzione alla crisi attraverso i canali diplomatici e del negoziato». La Cina conferma il suo orientamento neutralista sulla crisi ucraina.