MH370: la rabbia dei parenti delle vittime
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MH370: la rabbia dei parenti delle vittime

Proteste a Pechino: «ridateci i nostri cari». Ieri l'annuncio delle autorità malesi sulla tragica fine del Boeing 777: scomparso nell'Oceano Indiano senza sopravvissuti.

MH370: la rabbia dei parenti delle vittime
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25 Marzo 2014 - 09.11


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Circa 200 cittadini cinesi stanno manifestando davanti all’ambasciata della Malaysia a Pechino all’indomani dell'[url”annuncio delle autorità malesi sulla tragica fine del Boeing 777″]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=56037&typeb=0&MH370-l-aereo-e-precipitato-nell-Oceano-Indiano[/url], inabissatosi nell’Oceano Indiano senza lasciare sopravvissuti. “Restituiteci i nostri cari!” hanno urlato disperati i parenti delle 239 vittime, mentre la forze dell’ordine hanno bloccato gli accessi alla cancelleria malese per evitare eventuali irruzioni all’interno della sede diplomatica.

I manifestanti sono alloggiati ormai da oltre due settimane in un hotel della capitale cinese dove si sono tenuti incontri regolari con le autorità malesi. Questa mattina hanno percorso a piedi il tratto che separa l’hotel dall’ambasciata, urlando la propria rabbia e disperazione. “Il governo malese è assassino”, ha urlato uno dei parenti delle vittime.

Molti di loro sono convinti che Kuala Lumpur stia nascondendo la verità su quanto accaduto l’8 marzo scorso, alla scomparsa del volo MH370, che aveva tra i suoi passeggeri anche 153 cinesi.

Usa cerca le scatole nere – Nell’ambito delle ricerche del volo MH370 della Malaysia Airlines, la Marina degli Stati Uniti ha inviato in Australia un localizzare di scatole nere. Si tratta del Bluefin-21, un veicolo subacqueo autonomo dotato di appositi sensori e sonar che potrà essere impiegato anche per l’esame di eventuali detriti ed oggetti sommersi. Col Bluefin-21, arriverà oggi a Perth anche una squadra di tecnici addetti alla preparazione e all’utilizzo dell’attrezzatura.

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