Il G7 si appella a Mosca contro l'invasione della Crimea
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Il G7 si appella a Mosca contro l'invasione della Crimea

I grandi della Terra e l'Ue chiedono alla Russia «di fermare ogni sforzo di annettere la Crimea». E poi : «Il referendum non è legale»

Il G7 si appella a Mosca contro l'invasione della Crimea
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12 Marzo 2014 - 14.41


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“Qualunque referendum in Crimea non avrebbe alcun effetto legale”. Così recita [url”una dichiarazione del G7″]http://europa.eu/rapid/press-release_STATEMENT-14-65_en.htm[/url], che sottolinea “la mancanza di un’adeguata preparazione e l’intimidazione della presenza delle truppe della Russia”. “Per questo non ne riconosceremo i risultati”. Il G7 e l’Unione Europea si oppongono inoltre al “cambio di status della Crimea”. “L’annessione russa della Crimea sarebbe una chiara violazione della Carta dell’Onu”.

L’annessione russa della Crimea, oltre a violare la Carta dell’Onu, infrangerebbe “altri impegni assunti da Mosca”, affermano i Paesi del G7 nel comunicato diffuso dalla Casa Bianca in cui si sottolinea anche che se la Russia farà un passo del genere “noi intraprenderemo altri passi, individualmente e collettivamente”.

Il viceministro degli Esteri greco, Dimitri Kourkoulas, in rappresentanza della presidenza di turno del Consiglio ha sottolineato come il tema dell’Ucraina “si infila di prepotenza” nell’agenda del vertice dei leader europei della prossima settimana. Dal canto suo, il presidente della Commissione Barroso ha affermato che il tema occuperà “gran parte” dell’ordine del giorno, ricordando che la crisi dimostra “quanto è pericoloso dipendere da terzi per l’approvvigionamento energetico”.

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Gli appelli al dialogo Il ministro giapponese degli Esteri Fumio Kishida ha chiesto al suo omologo russo Sergei Lavrov di aprire un “dialogo diretto» con Kiev, e lui ha rifiutato. In una conversazione telefonica di un’ora, Kishida ha chiesto al suo interlocutore di aprire un “dialogo diretto” con le autorità interinali ucraine per risolvere la crisi sulla Crimea “e ciò senza attentare all’integrità territoriale e alla sovranità dell’Ucraina”. Secondo la cancelleria giapponese, Lavrov, in risposta ha «spiegato la posizione russa» scartando la possibilità di un dialogo diretto perchè Mosca “non vede alcuna legittimità nel governo interinale ucraino”.

Barroso: non vogliamo nuove guerre fredde

“Non abbiamo bisogno di nuove guerre fredde e certamente non le vogliamo”, ha detto Josè Manuel Barroso che si è rivolto alla Russia nel dibattito sull’Ucraina al Parlamento europeo. “La pagina del 20esimo secolo deve essere chiusa, non riscritta”, ha aggiunto il presidente della Commissione europea, affermando che “la nostra relazione con i vicini dell’est non vuole essere esclusiva e che non chiediamo di voltare le spalle alla Russia: ma Mosca deve accettare l’idea che i Paesi decidano da soli le loro relazioni”.

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Contatti Francia-Russia
Intanto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha discusso della situazione in Ucraina e in Crimea in una conversazione telefonica con l’omologo francese Laurent Fabius, ieri. Lo riporta oggi il dicastero russo sul suo sito internet, sottolineando che la telefonata è avvenuta su iniziativa della Francia. “I ministri hanno concordato di rimanere in contatto”, ha aggiunto la nota del ministero.

Il primo ministro del governo secessionista della Crimea, Serghei Aksenov, ha invece annunciato che domenica prossima, giorno del referendum sull’eventuale annessione alla Federazione Russa, lo spazio aereo sopra la penisola ribelle sara’ completamente chiuso “per motivi di sicurezza”.

Obama riceve Yatseniuk
Nel frattempo le autorità della Crimea hanno “parzialmente” limitato i voli diretti all’aeroporto di Sinferopoli per evitare l’arrivo di “provocatori” nella penisola E a quattro giorni dal referendum sull’annessione della Crimea alla Federazione Russia, il primo ministro ad interim dell’Ucraina, Arsenij Yatseniuk sarà, ricevuto oggi dal presidente Barack Obama alla Casa Bianca.

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Intanto, alla vigilia della visita organizzata per “cercare una soluzione pacifica alla crisi nel rispetto dell’integrità dell’Ucraina”, il Congresso Usa ha votato due documenti di dura condanna nei confronti di Mosca, definendo “una violazione della sovranità” l’intervento in Ucraina e chiedendo sanzioni economiche contro funzionari russi e nei confronti delle banche pubbliche. Il referendum è in programma per il prossimo 16 marzo. Il via libera da parte del Congresso Usa agli aiuti economici per Kiev rischia però di non essere così scontato perché al Senato saranno inseriti in un provvedimento più ampio di proposte non condivise dai repubblicani in maggioranza alla Camera.


Sabotaggio all’aeroporto

Intanto l’aeroporto di Sebastopoli, piccolo scalo per i voli turistici, è stato sabotato nel corso della notte. L’impianto elettrico della torre di controllo è stato dato alle fiamme. Intanto, anche oggi stop voli da Simferopoli per Kiev. Lo riferiscono le autorità aeroportuali: sarà così fino al 18 a meno sorprese.

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