La Crimea dichiara l'indipendenza dall'Ucraina
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La Crimea dichiara l'indipendenza dall'Ucraina

Il deposto presidente Yanukovich torna ad accusare: Kiev vuole scatenare una guerra civile. Mosca prende posizione: l'abbandono dell'Ucraina è legittimo.

La Crimea dichiara l'indipendenza dall'Ucraina
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11 Marzo 2014 - 10.57


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Arriva la drammatica mossa del Parlamento della Crimea: con 78 voti a favore su 81, l’assemblea ha dichiarato l’indipendenza dall’Ucraina. Il progetto di legge sulla annessione della Crimea alla Russia verrà poi discusso dalla camera bassa del parlamento russo, la Duma, il 21 marzo. Viene presentato dai deputati di Russia Giusta, un partito di minoranza, non sempre fedele alla linea putiniana. Giovedì scorso il consiglio supremo della repubblica autonoma di Crimea ha annunciato di aver deciso di aderire alla federazione russa. Il referendum sullo status della Crimea resta indetto per il 16 marzo 2014.

In attesa la propaganda filorussa sta diffondendo volantini in cui l’alternativa all’adesione alla Russia viene rappresentata da una svastica nazista: nell’immagine una Crimea avvolta da una bandiera nazista e una dalla bandiera russa, tra le due un “oppure” e l’invito a votare. Intanto Mosca prende posizione: l’indipendenza della Crimea è legittima.

La flotta ucrina verrà nazionalizzata in Crimea – Il premier filorusso della Crimea, Serghiei Aksionov, ha annucniato che le autorità della russofona Crimea intendono nazionalizzare le navi della flotta ucraina dislocata a Sebastopoli. «La flotta ucraina a Sebastopoli sarà interamente nazionalizzata. Non intendiamo lasciar uscire le navi ucraine da Sebastopoli», ha detto Aksionov, non riconosciuto e ricercato da Kiev. «Abbiamo precluso l’uscita – ha aggiunto – anche alla flotta civile Cernomor Neftegas», che comprende navi cisterna e per l’esplorazione marittima dei giacimenti di gas e petrolio nel Mar Nero.

Arrestato ex governatore filorusso
Mikhail Dobkin, ex governatore filo russo di Kharkiv (Ucraina orientale), è stato fermato ieri sera a Kiev dalla procura generale dopo un lungo interrogatorio con l’accusa di aver tentato di violare l’integrità territoriale dell’Ucraina non riconoscendo le nuove autorità della capitale. Un tribunale locale deve decidere oggi se tenerlo in carcere o meno. Dobkin si era dimesso il 26 febbraio per partecipare alle presidenziali del 25 maggio.

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Yanukovich: Kiev vuole scatenare la guerra civile

«Le nuove autorità ucraine vogliono mettere l’esercito sotto la bandiera di Bandera – il controverso eroe nazionale ucraino che collaborò con i nazisti, ndr – vogliono scatenare una guerra civile e intendono dare le armi in mano a militanti». A parlare oggi è il deposto presidente ucraino Ianukovich in una conferenza stampa a Rostov sul Don.

«Nel Paese agisce una banda di ultranazionalisti e di neofascisti, che mirano addirittura a prendere la carica di presidente», ha accusato riferendosi implicitamente a Dmitro Iarosh, leader del movimento paramilitare «Settore di destra», determinante nel successo del Maidan. Ianukovich ha ammonito anche i «protettori occidentali di queste forze oscure» a non dimenticare «cos’è il fascismo».

L’ex presidente ritiene «assolutamente illegittime» le prossime presidenziali in Ucraina e ha annunciato a Rostov sul Don che «appena le circostanze me lo consentiranno, tornerò a Kiev». «Sono l’unico presidente legittimo dell’Ucraina e continuo ad essere il comandante in capo dell’Esercito», ha poi detto.

Il Parlamento valuti azioni contro Obama
L’ex presidente ucraino ha reso noto poi di volersi rivolgere al Senato, al Congresso e alla corte suprema Usa con la richiesta di esaminare la legittimità delle azioni dell’amministrazione di Obama verso l’Ucraina, in particolare per l’annunciato prestito da 1 mld di dlr. Secondo le leggi americane, ha spiegato Ianukovich, Washington non ha il diritto di stanziare questa somma perchè in base alla costituzione è vietato concedere aiuti finanziari al governo di qualsiasi stato il cui presidente legittimo sia stato deposto.

La Francia minaccia nuove sanzioni alla Russia
Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha minacciato stamane nuove sanzioni, forse «da questa settimana», contro la Russia se Mosca non risponderà alle proposte occidentali di bloccare l’escalation in Ucraina.

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Rajoy con Obama: le decisioni sul futuro del Paese includano Kiev
Piena sintonia tra il presidente americano Barack Obama e il premier spagnolo Mariano Rajoy sulla crisi ucraina. L’Ucraina – rende noto la Casa Bianca – è stata al centro di una conversazione telefonica, ieri sera, durante la quale «i due leader hanno respinto la proposta di referendum in Crimea in quanto viola la costituzione ucraina e hanno sottolineato che qualsiasi decisione sul futuro del Paese deve includere il governo di Kiev».

Obama e Rajoy – riferisce ancora la nota – hanno ribadito la loro «grande preoccupazione» per l’evidente violazione della legge internazionale da parte di Mosca e «riaffermato il loro sostegno al rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale ucraina». Dopo avere confermato la necessità di dare il via a colloqui diretti tra Kiev e Mosca per diminuire le tensioni e normalizzare la situazione, «i due leader hanno convenuto di continuare a coordinarsi anche attraverso le organizzazioni internazionali appropriate».

Obama, ha aggiunto la Casa Bianca, ha discusso la situazione anche con il presidente del Kazakhstan, Nursultan Nazarbayev. Una conversazione dalla quale è emerso un «interesse condiviso ad individuare una soluzione pacifica». Entrambi, aggiunge una nota, «concordano sull’importanza di difendere i principi della sovranità e dell’integrità territoriale». Dopo aver riaffermato l’impegno americano a lasciare che gli ucraini decidano il loro futuro «senza temere interferenze straniere», il presidente Usa «ha anche incoraggiato il Kazakhstan ad avere un ruolo attivo nell’individuare soluzioni pacifiche per la crisi».

Svizzera congela i beni di altri 9 cittadini
La Svizzera ha annunciato di aver bloccato i beni ed i conti bancari di altri nove cittadini ucraini sospettati di sottrazione di fondi e violazione del diritto umanitario. L’ordinanza federale colpisce, tra gli altri – precisa l’agenzia di stampa svizera ATS – un figlio del destituito presidente ucraino Viktor Ianukovich, che si chiama anche lui Viktor, e il figlio dell’ex premier Mykola Azarov, Oleksii. Sulla lista figurano inoltre Oleksander Iakimenko, ex capo dei servizi di sicurezza ucraini, Artem Pchonka, figlio dell’ex procuratore generale ucraino, e due ex consiglieri di Ianukovich. Berna aveva già adottato una simile misura a fine febbraio nei confronti dello stesso Ianukovich, del figlio Alexander e di altre 18 persone, tra cui ministri, sindaci e governatori. L’ammontare dei beni bloccati non è stato reso noto.

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Cameron, Ue rivedrà i rapporti economici e politici con Putin

«Se la Russia non smetterà di destabilizzare l’Ucraina, i Paesi europei dovranno ridiscutere i rapporti con Mosca, economicamente e politicamente». Lo ha detto il premier britannico David Cameron, in un’intervista alla tedesca Bild, rilasciata a margine del Cebit di Hannover. «Stiamo dando alla Russia la chance di costituire un gruppo di contatto – ha continuato -. Se Putin non userà questa chance, lui e la Russia dovranno subire dolorose conseguenze economiche».

Nato: aerei radar sopra Polonia e Romania

La Nato, intanto, ha deciso di far alzare in volo i suoi aerei radar sui cieli di Polonia e Romania per “monitorare la crisi in Ucraina”, precisando che i voli di ricognizione degli Awacs saranno “esclusivamente” sul territorio dell’Alleanza.

Banca Mondiale: tre miliardi di aiuti al popolo ucraino

“Ci stiamo impegnando a sostenere il popolo ucraino in questo momento difficile e auspichiamo che la situazione nel Paese si stabilizzi presto”, ha detto il presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim. Sarebbero in arrivo tre miliardi di euro a sostegno del processo di riforme.

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