Caos in Ucraina: nuova notte di scontri
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Caos in Ucraina: nuova notte di scontri

Alta la tensione a Kiev, tra lanci di pietre e bottiglie incendiarie e risposte a suon di gas lacrimogeni. Più di 100 i feriti.

Caos in Ucraina: nuova notte di scontri
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20 Gennaio 2014 - 12.04


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Nonostante le temperature sotto lo zero, ieri 150 mila persone (200 mila secondo altre fonti) sono scese in piazza a Kiev per manifestare contro il presidente Viktor Yanukovich, anche per chiedere un leader in grado di guidare il fronte europeista alle prossime elezioni presidenziali, in programma nel 2015. È da novembre, quando il governo decise di far saltare la firma dell’Accordo di Associazione con l’Ue, che le proteste non si sono mai fermate.

Gli incidenti sono andati avanti per gran parte della notte, con oltre 3mila dimostranti che hanno lanciato pietre divelte dai marciapiedi e bottiglie incendiarie contro gli agenti, intenti a rispondere con i gas lacrimogeni. Circa 3000 manifestanti antigovernativi, hanno poi costruito delle barricate di fronte allo stadio della Dinamo Kiev.

Secondo alcuni testimoni, i poliziotti alcune ore fa avrebbero anche usato dei proiettili di gomma. La situazione è veramente al limite del fuori controllo, tanto che, secondo alcuni media, migliaia di poliziotti starebbero arrivando a Kiev da diverse città dell’Ucraina.

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Alcuni pullman delle forze dell’ordine sarebbero stati bloccati dai manifestanti nell’Ucraina occidentale, dove è più forte la presenza nazionalista e il presidente Viktor Ianukovich, che ha il suo feudo elettorale nel Donbass, non è per nulla popolare.

Il leader del partito d’opposizione “Udar, Vitali Klitschko, ha cercato di calmare i manifestanti che si stavano scontrando con la polizia a Kiev, ma è stato aggredito da uno di loro, mentre dalla folla qualcuno gli dava del “traditore” e urlava “Non parole, ma azioni!”. Lo fa sapere la testata online Kyiv Post che pubblica anche una foto di quanto accaduto.

Molte persone nella giornata di domenica hanno manifestato con il volto coperto da maschere o indossando pentole e scolapasta. Una provocazione contro l’ultimo provvedimento presidenziale che impone di manifestare a volto scoperto. L’iniziativa di domenica è la settima assemblea popolare, dall’inizio delle proteste.

Sul palco anche Tetiana Chornovol, la giornalista e attivista politica ucraina picchiata brutalmente nella notte di Natale, che si è rivolta ai manifestanti ‘europeisti’: “Questa è una guerra – ha detto la cronista, ancora con il naso bendato -, da una parte c’è il popolo, dall’altra parte quelli che ci derubano: Yanukovich non mollerà il potere facilmente, ma abbiamo un’arma legale, le elezioni del 2015”.

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